Roma, la chiusura al traffico di via dei Fori Imperiali è ormai imminente

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fori pedonaliEra un sogno per tanti romani da decenni. Adesso la pedonalizzazione di via dei Fori Imperiali e dell’area intorno al Colosseo è quasi realtà. Il sindaco Marino e la sua giunta, che avevano fatto di questa promessa uno dei punti forti della campagna elettorale vinta nel giugno scorso, stanno lavorando a ritmi serrati per arrivare alla chiusura fin dal 3 agosto.

La larga strada romana che collega piazza Venezia con il Colosseo, costruita durante il ventennio fascista dopo la demolizione del quartiere Alessandrino (una continuazione del Rione Monti pieno di vicoli, antiche chiese e piazzette) sarà proibita al transito veicolare tutti i giorni della settimana e non più solo la domenica, come accadeva da anni.

Si tratta di un evento storico per la città, che da decenni fa i conti con una mobilità disordinata e pericolosa per i pedoni e con una presenza di automobili predominante fin dentro il centro. Proprio a causa del traffico veicolare su via dei Fori Imperiali, dove le auto raggiungono alte velocità, venne investita e uccisa nell’ottobre 2009 una ragazza di 28 anni, Eva Bohdalova, che tornava dal lavoro in bicicletta. Da allora la sua bici distrutta coperta di fiori e biglietti la ricorda, legata a un lampione nei pressi del Vittoriano. È anche come effetto della sua morte che il movimento dei ciclisti e di ribellione al traffico si è andato affermando con sempre più forza negli ultimi anni a Roma.

Quella della carenza di aree pedonali a Roma è infatti un problema che si protrae da tempoIl primo a promuovere la chiusura di spazi alle macchine per renderli più usufruibili alla cittadinanza fu il sindaco Giulio Carlo Argan, eletto nel 1976 come indipendente nelle liste del Partito Comunista. Fu lui a pronunciare la frase: “o i monumenti, o le macchine”.

Nel 1980 il suo successore, il sindaco del PCI Petroselli, fece demolire via della Consolazione, una strada che collegava via dei Fori Imperiali con piazza della Consolazione, e che divideva il Campidoglio dall’area del Foro. Fu sempre Petroselli a far chiudere al traffico veicolare  l’area fra il Colosseo e l’Arco di Costantino, rendendola la prima area pedonale d’Italia, e a promuovere le prime domeniche di chiusura al traffico di via dei Fori Imperiali, andate poi avanti fino ad oggi.

Già nel 1980 si parlava di fare dei passi avanti ulteriori, eliminando la stessa via dei Fori Imperiali. L’intento era quello di creare un enorme parco archeologico interamente pedonale.

La chiusura di via dei Fori Imperiali sarà accompagnata da importanti modifiche della viabilità intorno al Colosseo, con sensi di marcia invertiti, nuovi incroci e semafori. Per saperne di più, si può consultare questa pagina: www.muoversiaroma.it/muoversiaroma/articolo.aspx?id=3928.

Oltre ai plausi la pedonalizzazione ha ricevuto e continua ad avere anche molte critiche. A parte quella dei commercianti delle zone limitrofe e di una parte dei residenti, ci sono quelle relative all’entità del piano. Viene criticata l’eccessiva rapidità di realizzazione dell’area pedonale, che potrebbe congestionare le aree limitrofe (via dei Fori è un importante arteria con migliaia di veicoli in transito ogni ora nei momenti di punta). Altri chiedono che venga fatto di più,  rivedendo la mobilità in tutta la città, aumentando il numero di bus e di piste ciclabili.