Royal Baby: mentre a Londra acclamano “it’s a boy” la scienza svela il “reale” legame madre-figlio

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WILLIAM E KATEAlle 16:24 locali, 17:24 in Italia, dopo trepidanti giorni di attesa, Mamma Kate Middleton, duchessa di Cambridge e moglie del principe William, ha finalmente dato alla luce un pargoletto di ben 3,79 chilogrammi.
Il nuovo erede della Gran Bretagna è stato messo al mondo nella “Lindo Wing” del St Mary’s Hospital, a Londra.
Mentre gli scommettitori che hanno puntato sul nome del Royal Baby dovranno pazientare ancora un po’ prima di ricevere qualsiasi annuncio formale, Linda Geddes, basandosi sugli studi condotti sui neonati, stila su New Scientist una serie di punti su cui il piccolino è,  secondo la scienza,  già ben informato.

WILLIAM E KATE 2Innanzitutto i piccoli amano i volti con espressioni felici, piuttosto che tristi e se possono scegliere tra visi con occhi aperti o chiusi,  prediligono senza ombra di dubbio i primi.

Il neonato ascolta i suoni del mondo circostante,  filtrati attraverso le pareti dell’utero materno. Sarebbe proprio questo esercizio a permettere ai vostri dolci “batuffolini “ di rilevare differenti lingue, osservando il volto di un adulto.
Il cervello dei neonati si accorge dell’interruzione del ritmo di un brano o della sua pessima esecuzione, quindi occhio a non disattendere le loro aspettative!

Presto il Royal Baby potrebbe comprendere la non sottile differenza tra l’essere il terzo nella linea di successione al trono e l’essere il sedicesimo (come sarà,invece, la figlia di Zara Phillips, nipote della Regina Elisabetta). Secondo uno studio, i neonati hanno un pensiero numerico innato: dopo aver fatto ascoltare ad alcuni di essi sillabe ripetute più volte, mostrando contemporaneamente più forme su uno schermo, i bebè si mostravano intenti a fissarlo non appena il numero delle sillabe e quello delle forme si avvicinava.
Essi sono quindi in grado di percepire la differenza tra gruppi di oggetti e suoni con diversi componenti.

WILLIAM E KATE 3Secondo uno studio, sarebbero proprio le secrezioni del capezzolo e non il latte, a guidare i bambini verso il seno materno ed il neonato, dopo 9 mesi trascorsi serenamente nel pancione materno, è in grado di riconoscere il profumo e la voce della sua madre e, pur non avendo ancora sviluppato una vista al top, memorizzerebbe in fretta il volto di colei che lo ha portato in grembo.
Nonostante il taglio del cordone ombelicale,  il legame figlio-mamma si rivela ancora come il più grande, infinito e “reale” mistero della vita.