Nel corso del convegno “Club allergologici: la rinite allergica nell’infanzia“, promosso dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e tenutosi oggi nella nuova sede di Roma-San Paolo, cui ha partecipato Ruby Pawankar, uno dei massimi esponenti mondiali di allergie, gli esperti del Bambin Gesù, per via dell’estensione del fenomeno, spiegano che le riniti allergiche andrebbero inserite nell’elenco delle malattie non comunicabili (non infettive) stilato dall’ Onu, per aumentare la ricerca finalizzata alla prevenzione e per incentivare l’attuazione delle linee guida.
Sono circa 400 milioni le persone che nel mondo soffrono di rinite allergica, cioè poco meno di un decimo della popolazione dei cinque continenti e a dimostrare la non banalità della patologia, vi è il fatto che la rinite peggiora la qualità della vita, facilita lo sviluppo dell‘ asma e, se non curata, ne rende più difficile il controllo.
Viceversa, se viene trattata, specie con l‘immunoterapia specifica, riduce le spese per la cura dell’asma, sia in termini di salute, che economici.
Tramite il questionario ISAAC (International Study of Asthma and Allergies in Childhood), si è constatato che la percentuale di bambini con rinite allergica, oscilla nell’ultimo anno tra il 5% e il 22,6%,mentre l’incidenza cumulativa supera il 35%.
L’ Italia si colloca a metà strada nella classifica, con 15 su 100 giovanissimi che ne soffrono; Hongkong, purtroppo, è in vetta alla classifica col 22,6% , mentre l’Albania ha una percentuale del 5%.
Oggi la rinite allergica rimane una delle patologie più sottodiagnosticate dell‘infanzia, nonostante la rilevanza del dato internazionale. Migliorando il percorso diagnostico e di cura, essa rappresenta il terreno ideale per l’applicazione e lo sviluppo di apposite linee-guida, che potrebbero ridurre l’estensione della patologia.
Salute: 400 milioni di persone nel mondo soffrono di renite allergica (starnuto). I dati!


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