Salute, esofago cervicale: la lunga cicatrice è solo un ricordo. Ecco il robot “Da Vinci”

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robotNiente piu’ l’antiestetica e lunga cicatrice al collo dopo un intervento all’esofago cervicale, il segno restera’ nascosto sotto l’ascella. L’Italia fa da apripista alla chirurgia con l’utilizzo di robot per via transascellare. Il primo intervento di questo genere al mondo e’ stato eseguito l’8 luglio a Modena all’Ospedale di Baggiovara dal professor Gianluigi Melotti e dalla sua equipe composta da Micaela Piccoli, Barbara Mullineris e Giovanni Colli, utilizzando il robot chirurgico Da Vinci su un paziente di 71 anni. L’uomo presentava un voluminoso (circa 5cm) diverticolo dell’esofago cervicale (tratto iniziale dell’esofago, collocato nel collo) che gli provocava rigurgiti e disfagia. Grazie all’esperienza acquisita con la tiroidectomia robotica transascellare (Modena e’ uno dei maggiori centri europei per questa tecnica, con piu’ di 130 casi eseguiti da settembre 2010), partendo dall’ascella sinistra e creando un tunnel dapprima sottocutaneo e quindi attraverso i muscoli del collo divaricandoli, senza sezionarli, rispettandone quindi la completa integrita’, e’ stato ha raggiunto l’esofago, poco piu’ profondo della tiroide nel collo. Sollevata la tiroide grazie all’ausilio del “Modena retractor” (un apposito divaricatore realizzato sempre dall’equipe modenese) e del robot Da Vinci, si e’ proceduto al delicato isolamento dell’esofago, rispettando le strutture nobili del collo (tiroide e paratiroidi, nervo laringeo ricorrente, la cui lesione provoca gravi alterazioni della voce e della respirazione, trachea, carotide e vena giugulare) all’esposizione del diverticolo (sotto continuo controllo endoscopico) e alla sua completa asportazione grazie ad una suturatrice meccanica taglia e cuci. La tecnologia robotica transascellare ha consentito di eseguire l’intervento, senza l’antiestetica e lunga incisione al collo, con una qualita’ di visione tale da facilitare enormemente il rispetto delle strutture descritte e la resezione precisa del diverticolo al suo colletto. muscolatura_di_esofagoLa maggiore precisione dell’atto chirurgico garantita dalla tecnologia robotica riduce notevolmente le possibili complicanze di questa procedura (come sanguinamenti, fistole, infezioni) e la ferita rimane completamente nascosta al di sotto dall’ascella. Il paziente ha eseguito un controllo radiologico nella terza giornata postoperatoria, controllo che ha documentato la perfetta riuscita dell’intervento: scomparsa della sacca diverticolare con ripristino della normale morfologia dell’esofago ed assenza di fistole esofagee. Dopo una dieta semiliquida per circa una settimana, l’uomo e’ tornato ad una alimentazione normale. Il diverticolo dell’esofago cervicale detto anche di Zenker dal patologo tedesco che lo scopri’, e’ sostanzialmente un’estroflessione della mucosa (una sorta di sacchetto) attraverso una zona di debolezza della parete muscolare (cosiddetto triangolo di Killian). Questo e’ il piu’ comune diverticolo esofageo e rappresenta circa il 60-70%, per alcuni anche il 90%, di queste affezioni dell’esofago: e’ comunque una patologia considerata di non frequente riscontro con un’incidenza compresa tra 0,01% e 0,11% e una predominanza del sesso maschile e nell’eta’ medio-avanzata. La sintomatologia e’ caratterizzata dalla disfagia (difficolta’ alla deglutizione), dovuta in genere alle grosse dimensioni del diverticolo che comprime e devia il lume esofageo. A questa si accompagna il rigurgito del materiale indigerito (anche relativo a pasti precedenti). Vi possono essere frequenti inalazioni, con broncopolmoniti recidivanti. Raramente, e nei casi estremi, vi puo’ essere gorgoglio in regione cervicale. La tecnica chirurgica tradizionale prevede un’incisione, abbastanza lunga, cervicale, generalmente sul lato sinistro del collo, che permette l’esecuzione di una sospensione (diverticulopessi) o resezione (diverticulectomia) del diverticolo. Esiste anche la tecnica endoscopica, con via di accesso endo-orale, che prevede la sezione del setto tra esofago e diverticolo oppure nella sezione/sutura dello stesso per mezzo di uno strumento chirurgico, una suturatrice meccanica lineare, introdotta attraverso la bocca. Tutte le tecniche endoscopiche, pero’, rispetto a quelle chirurgiche, non tolgono il diverticolo, aumentano semplicemente il diametro del colletto, riducendo i sintomi e le possibili complicanze, senza pero’ eliminare il diverticolo stesso e sono indicate solo in quei pazienti che presentino comorbidita’ multiple ad alto rischio anestesiologico e in cui non sia possibile procedere chirurgicamente.