Salute: fumare ortensie, la nuova incredibile droga che impazza tra gli adolescenti

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ORTENSIAE’ la nuova frontiera delle droghe “di strada”o “fai-da-te”. In Germania, molti giovani hanno pensato di procurarsi lo “sballo fumando le ortensie, fiori meravigliosi, profumatissimi, colorati di lilla o blu, che costano poco e si possono realizzare in modo semplice.
L’effetto è assicurato, ma è molto pericoloso, persino mortale.
E’ stato il giornale svizzero in lingua francese Le Matin a lanciare l’allarme su questa nuova droga degli adolescenti, spiegando che la nuova moda si sta diffondendo soprattutto nella Baviera tedesca.
I fiori e le foglie di ortensia vengono raccolti, fatti essiccare e poi fumati come fossero semplici foglie di tabacco.
Procurano una forte euforia e allucinazioni e, secondo quanto affermato dal professor onorario di Farmacologia all’ Università elvetica di Losanna e Ginevra, Kurt Hostettman, l’effetto assomiglia a quello indotto dal tetraidrocannabinolo, uno dei principi attivi della cannabis.
Le ortensie sono particolarmente diffuse come piante ornamentali nei pressi di cimiteri o parchi ed è proprio la loro facile reperibilità, a renderle molto gettonate  tra i giovani.
Fumare foglie e fiori delle ortensie provoca problemi gastrointestinali e respiratori, fino all’accellerazione del ritmo cardiaco e allo stordimento. Ad alte dosi, le sostanze contenute nelle piante si trasformano in acido cianidrico, conosciuto col nome commerciale di Zyklon B, usato dai nazisti nelle camere a gas dei campi di concentramento, che portano ad una rapida morte per soffocamento.
La diffusione di questa droga è alimentata dal web: siti dove imparare a fumare le ortensie si stanno incrementando a vista d’occhio tra i giovani ed esse sono indicate come piante medicinali, senza alcuna descrizione degli effetti collaterali negativi e dei rischi, anche mortali, del loro consumo.
Come spiega il dottor Thierry Buclin, farmacologo alla Centre hospitalier universitarie vaudois di Losanna, il problema del fumo delle piante non è nuovo, dato che, in passato, si era avuto quello della “belladonna”, una pianta della stessa famiglia di patate e pomodori con bacche che, ingerite, possono provocare la morte.
Questa pianta, contenendo atropina, agisce direttamente sul sistema nervoso parasimpatico: le dame rinascimentali la utilizzavano convinte che essa, dilatando le pupille, donasse loro lucentezza allo sguardo.
Le bacche sono velenose per l’uomo: possono provocare delirio, sete, vomito e convulsioni mortali.
La pianta, per evitare il rischio di avvelenamento accidentale o volontario, è scomparsa dai giardini e dai parchi pubblici.