Salute: sotto stress la decisione spetta all’inconscio

Ogni volta che dobbiamo acquisire nuove conoscenze sotto stress, il cervello preferisce usare l’inconscio, piuttosto che processi di apprendimento consapevole. Lo hanno scoperto neuroscienziati della Ruhr-Universitat di Bochum che hanno anche individuato il meccanismo biologico che regola questo fenomeno. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista “Biological Psychiatry“. Secondo i ricercatori guidati da Lars Schwabe questo meccanismo è regolato dai recettori mineralcorticoidi, delle molecole che vengono attivate da ormoni rilasciati in risposta allo stress. I ricercatori hanno esaminato 80 soggetti, al 50 per cento dei quali sono stati dati un farmaco bloccante i recettori mineralcorticoidi nel cervello. I restanti partecipanti hanno preso un placebo. Venti partecipanti da ciascun gruppo sono stati sottoposti ad una esperienza di stress. Successivamente, tutti i partecipanti sono stati sottoposti a un test di apprendimento, il cosiddetto compito di previsione del tempo. I ricercatori hanno usato la risonanza magnetica per registrare la rispettiva attività cerebrale. Ci sono due diversi approcci per padroneggiare la prova di previsione meteo: alcuni soggetti hanno cercato coscientemente di formulare una regola che permettesse loro di prevedere il sole e la pioggia. Altri hanno imparato inconsciamente a dare la risposta giusta, seguendo il loro istinto, per cosi’ dire. La squadra di Lars Schwabe ha dimostrato che, sotto stress, il cervello preferisce l’inconscio a modelli di apprendimento consapevole. “Questo switch ad un altro sistema di memoria avviene automaticamente“, afferma Lars Schwabe. “Ha senso per l’organismo a reagire in questo modo, perchè così l’efficienza di apprendimento può essere mantenuta anche sotto sforzo”. “Tuttavia, questo funziona solo con recettori mineralcorticoidi completamente funzionali. Una volta che i ricercatori hanno bloccato questi recettori, i partecipanti commutati alla strategia inconscia meno frequentemente, dimostrando così una efficienza di apprendimento più bassa”.