Salute: termoplastica bronchiale, una nuova tecnica contro l’asma bronchiale

MeteoWeb

AsmaL’ asma bronchiale è un’ infiammazione cronica, ossia perdurante nel tempo, delle vie respiratorie, accompagnata a :

  • episodi ricorrenti di difficoltà di respirazione,
  • respiro sibilante,
  • tosse

e spesso i sintomi tendono ad aggravarsi nelle ore notturne o in ambienti contenenti stimoli più o meno specifici.
Le cause in grado di scatenare una crisi asmatica possono essere molteplici:

  • l’esposizione ad allergeni presenti nell’aria, come acari, pollini, muffe o altro sono in grado di provocare una reazione infiammatoria allergica nei soggetti predisposti. Principalmente in età pediatrica, ma non esclusivamente, anche eventuali allergie alimentari (per esempio a latte, uovo) possono essere causa d’insorgenza di attacco asmatico.
  •  Diversi virus e batteri (raffreddore, influenza, polmonite, …) sono in grado di provocare l’infiammazione delle vie aeree, causando crisi;
  •  l’ inalazione di sostanze irritanti negli asmatici è in grado di provocare un’infiammazione severa e quindi una crisi di asma (per esempio fumo di sigaretta, inquinamento, profumi, … ma anche alcuni farmaci come gli antinfiammatori);
  • situazioni di forte stress fisico, per esempio a seguito di attività sportiva più o meno intensa, o psicologico possono causare broncocostrizione.
  • L’esposizione ad ambienti freddi può essere causa di attacchi asmatici.
  • Ridere, cantare, piangere.
  • Reflusso gastroesofageo.

L’asma si presenta sotto forma di 2 diversi stati, l’attacco e la fase stazionaria, ed i sintomi sono diversi a seconda della situazione in cui ci si trova.
I sintomi comunemente avvertiti tra un attacco e l’altro comprendono:

  • tosse notturna,
  • mancanza di respiro ma senza dispnea a riposo,
  • tosse cronica di gola,
  • senso di costrizione al torace.

La severità di questi sintomi è proporzionale alla gravità della malattia.
Durante l’attacco asmatico i sintomi invece sono:

  • grave mancanza di respiro (dispnea) e difficoltà respiratoria,
  • respiro sibilante,
  •  forte senso di costrizione al torace,
  •  talvolta tosse.

L’esordio può essere improvviso, con un senso di costrizione al torace e la respirazione che diventa sempre più difficile.
Gli attacchi d’asma in progressivo peggioramento sono caratterizzati da deficit respiratorio. Le riacutizzazioni, quando sono gravi, possono mettere in pericolo di vita il soggetto colpito e di solito vengono trattate in medicina di urgenza. I pazienti che hanno un alto rischio di morte per cause asmatiche devono stare sotto costante controllo medico.

Farmacia La terapia per questi attacchi d’asma, visti come fenomeni di riacutizzazione, consiste nel somministrare immediatamente farmaci sintomatici e di fondo con supplemento di ossigeno. Il fine della terapia è quello di risolvere nel più breve tempo possibile la mancanza di ossigeno e la bronco-costrizione. I fenomeni di riacutizzazione meno gravi vengono trattati facendo ricorso ad un aumento di farmaci beta2 antagonisti sotto stretto controllo medico. Si possono distinguere due tipi di trattamento, uno di fondo,  che mira a tenere sotto controllo quotidianamente i sintomi dell’asma, ed uno sintomatico che mira a risolvere gli episodi acuti.
• i corticosteroidi (cortisone), che sono i farmaci più efficaci per un trattamento di fondo, anche per il loro potere antiinfiammatorio,
• i beta2 antagonisti, che sono i farmaci di prima scelta per un trattamento sintomatico, cioè al bisogno. Essi agiscono alleviando la bronco-costrizione ed i suoi sintomi e sono impiegati anche per i bambini di tutte le età.

Questi farmaci sono commercializzati in tutte le forme possibili:

• ad uso inalatorio,
• ad uso orale,
• fiale inettabili.

Senz’altro i più efficaci risultano quelli per uso respiratorio, perché arrivano direttamente sulle mucose infiammate ed agiscono quindi più velocemente.
Un segnale d’allarme molto significativo per valutare il livello di aggravamento dell’asma è l’aumento della frequenza d’uso, anche durante la giornata, di farmaci sintomatici, che spesso sottintende la necessità di cambiare o comunque rivalutare la terapia.
La terapia dell’asma mira a tenere e conservare a medio e a lungo termine il controllo clinico della malattia, è per questo che è necessario un monitoraggio continuo non solo per tenere osservati i possibili peggioramenti ma anche gli eventuali miglioramenti che si traducono nella necessità di assumere una dose minore di farmaco con minori effetti collaterali per la salute e per il portafoglio.
E chiaro quindi che il trattamento dell’asma deve essere personalizzato e variato in base alle osservazioni costanti: se il trattamento non è in grado di mantenere il controllo di fondo la dose del farmaco deve essere aumentata finché si raggiunge un controllo stabile per almeno 3 mesi continuativi.
I vari livelli di gravità dell’asma possono essere trattati anche con una combinazione di farmaci, ad esempio insieme ai corticosteroidi è possibile somministrare antileucotrienici, farmaci relativamente giovani dal potere antiinfiammatorio, oppure teofillina, sostanza naturale che si ricava anche dal tè, dal caffè e dal guaranà.
Indipendentemente dal livello i farmaci sintomatici, i beta2 antagonisti a breve durata d’azione, possono sempre essere utilizzati in abbinamento ai farmaci di fondo per trattare le emergenze. I farmaci beta2 antagonisti a lunga durata d’azione invece sono somministrati a partire da un livello 3 insieme ai farmaci di fondo peculiari.

Diversi studi hanno dimostrato che l’esposizione a cani e gatti nel primo anno di vita diminuisce la probabilità di sviluppo di asma negli anni successivi.
Una corretta gestione dell’asma prevede la formazione del paziente. Il medico deve farsi carico, tramite un confronto diretto e continuo, di informare i pazienti asmatici su come autogestire i sintomi e come monitorare la propria situazione, magari tenendo un piano scritto di auto gestione redatto proprio insieme al medico stesso.
Oltre all’auto-monitoraggio è da mettere in conto la periodica valutazione clinica e sperimentale del paziente. La formazione del paziente deve avere la finalità di metterlo in grado di potere variare la propria terapia in base ai mutamenti che si verificano nel tempo, secondo quando scritto a quattro mani nel piano di autogestione.
Attualmente, a dire il vero, poco si può fare per prevenire l’asma proprio perché non tutto è chiarito circa questa malattia. Tuttavia l’individuazione precoce di tutti quei fattori di rischio come sostanze inquinanti, allergeni, infezioni virali e così via è importante per potere consapevolmente ridurre il contatto con esse, migliorando così la propria qualità di vita.
Lo stesso discorso vale per la prevenzione dell’asma professionale: individuando i fattori sensibilizzanti sul luogo di lavoro è possibile provvedere in tempo prima dell’insorgenza della malattia.
L’ asma bronchiale è una delle 5 malattie croniche al mondo: ne soffrono circa 300 milioni di persone, di cui circa 300 milioni in Europa.
In Italia la prevalenza è del 4%, che sale al 13% negli ultrasessantenni.
Il Servizio di Pneumologia Interventistica dell’ospedale Poma di Mantova è tra i primi ospedali in Italia ad applicare una nuova tecnica per trattarla.
Tale tecnica, chiamata “termoplastica bronchiale“, si affianca alle terapie farmacologiche attualmente disponibili che, soprattutto nelle persone colpite dalle forme più severe, non sono risolutive nel controllo della malattia.
Il nuovo sistema consta di un catetere e di un apparecchio a radiofrequenza che, riducendo la massa di muscolo liscio delle vie aeree, favorisce il controllo dell’asma.
Il trattamento, costituito da 3 procedure, a distanza di almeno 3 settimane l’una dall’altra, viene eseguito durante una broncoscopia: i medici, riscaldando in maniera controllata le pareti delle vie aeree, riducono la loro pressione, lasciando lo spazio per una più agevole respirazione e diminuendo la gravità dei sintomi e la frequenza degli attacchi d’asma.
La termoplastica bronchiale, stando agli studi scientifici, ha nettamente migliorato le condizioni dei pazienti trattati, riducendo:

• del 32% gli attacchi,
• dell’ 84% le visite al Pronto Soccorso,
• del 66% i giorni di lavoro e di studio persi,

con vantaggi mantenuti fino a 5 anni.