L’intensa ondata di freddo che dall’Atlantico meridionale è risalita verso l’Argentina, l’Uruguay e il Brasile meridionale si è arrestata sull’arida regione del Chaco e negli stati del Brasile meridionale, dove è giunto il fronte freddo che ha determinato un brusco calo delle temperature, con valori al di sotto dei +10°C +8°C all’altezza del tropico del Capricorno, e persino delle nevicate fino a bassa quota sui rilievi del Brasile meridionale. L’aria fredda, di matrice polare marittima, si è fermata proprio fra il Brasile meridionale ed il sud dell’Amazzonia, dove sono arrivati i freddi venti dai quadranti meridionali. Nei giorni scorsi a Campo Grande e Florianopolis ha piovuto con temperature dell’aria di soli +5°C +6°C, in posti dove ovviamente la neve a totalmente sconosciuta.

Durante le precipitazioni che hanno fatto seguito al fronte freddo proveniente dall’Atlantico meridionale le montagne che sovrastano Florianopolis si sono ammantate di bianco, delineando un paesaggio davvero surreale per questo scorcio di Brasile. Anche se non si può parlare di evento eccezionale, visto che già nel Luglio del 2000 si era verificato l’ultima nevicata sui monti che circondano la città brasiliana. Fiocchi sparsi misti a chicchi di grandine e gragnuola si sono visti pure nell’area di Curitiba, sopra i 900 metri di altezza, dove la neve vera manca dal 1975. La neve ha tinto di bianco persino le montagne sopra Blumenau, anche se negli accumuli a bassa quota, sopra la città, si nota una prevalenza di depositi di tipo grandinigeno e gragnola, anche di una certa consistenza, lasciati da precedenti rovesci.
Ma grandinate e locali rovesci di gragnola e neve granulosa si sono registrati anche in altre aree del Brasile meridionale. Ma l’effetto più dirompente di questa possente avvezione fredda che ha colpito il sud-America riguarda le intense gelate notturne e le basse temperature massime, sotto i +10°C, registrate nel Chaco e sul bassopiano boliviano, in piena area tropicale. Come previsto una parte dell’aria fredda, di origine polare, essendo molto pesante, si è depositata sopra le vaste distese pianeggianti della Pampa e del Chaco, producendo intense inversioni termiche nelle ore notturne, agevolate dai cieli sereni e dalla debole ventilazione nei bassi strati, che hanno fatto sprofondare i termometri sotto il muro dei +0°C. A Villamontes, per esempio, si è registrata una minima di ben -5°C, picchi di -5.2°C si sono registrati in Paraguay, mentre spostandoci a ridosso della Cordigliera andina orientale a Cochabamba, la citta dell’eterna primavera, solitamente riparata dall’orografia, non si è registrato alcun significativo abbassamento delle temperature.
Notevoli anche le temperature massime stabilite nel bassopiano boliviano, con soli +8.8°C a San Javier (16° di latitudine sud) e +9.3°C A Reyes (14° di latitudine sud), valori insolitamente bassi per la latitudine cosi elevata. Il forte calo termico ha raggiunto anche l’Amazzonia meridionale, dove in meno di 24 ore si sono persi fino a -20°C. Questo è il caso di Cobija che in pochi giorni è passata da una massima di +34.0°C a soli +14.0°C. In pratica lo scorrimento della massa d’aria fredda polare marittima nei bassi strati, in prossimità del suolo, ha fatto in modo che le massime a 4000 metri superassero quelle a bassa quota dell’Amazzonia meridionale. Addirittura le minime del Chaco a bassa quota sono state più basse di quelle del Paramo a 4000 metri di altezza, dove i termometri hanno varcato il muro dei +20°C +22°C.
Intanto il caldo resiste nell’estremo nord del Brasile, dove localmente si sono sperimentate temperature massime sui +36°C +38°C, con scarti di circa +6°C +8°C rispetto le medie del periodo. Da queste parti regge ancora un robusto promontorio anticiclonico tropicale che ha tenuto a debita distanza l’incursione polare che si è diretta verso l’Atlantico meridionale sub-tropicale. Il freddo nei prossimi giorni si attenuerà sensibilmente in buona parte dei territori dell’Argentina settentrionale e del Brasile meridionale, dove si attende un progressivo rialzo delle temperature coadiuvato da condizioni climatiche decisamente più stabili e soleggiate. Delle gelate notturne saranno ancora possibili nelle vaste praterie della Pampa e del Chaco, grazie all’aria secca e ai cieli sereni che contribuiranno ad attivare intense inversioni termiche, nello strato d’aria superficiale al suolo.


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