Ventiquattro ore dopo i momenti di apprensione che si sono avuti nel corso dell’attività extraveicolare di Luca Parmitano, l’agenzia spaziale americana sta ancora cercando di capire cosa e’ successo alla tuta numero 22 indossata dal nostro astronauta. Una perdita di acqua che era penetrata nel casco e ha costretto ad interrompere, dopo poco piu’ di un’ora, quella che sarebbe stata la seconda passeggiata di un astronauta italiano fuori dalla Stazione Spaziale. I medici della Nasa insieme a quelli dell’ente spaziale europeo Esa, di cui Parmitano fa parte, hanno intervistato l’astronauta dichiarando che e’ in buone condizioni di salute, nonostante il momento di tensione passato e l’acqua non potabile bevuta. “Il rischio era quello che l’acqua, galleggiando in assenza di peso all’interno del casco, potesse andare sulla faccia dell’astronauta impedendogli di respirare.
E’ la prima volta che si verifica un’emergenza simile nel corso di una attivita’ extraveicolare e si stima che nel casco ci fossero circa tra 1 e 1,5 litri di liquido ma non sappiamo ancora cosa fosse e da dove provenisse”. Ogni astronauta all’interno della tuta, chiamata Emu, ha una sacca di acqua che serve per dissetarsi durante le lunghe passeggiate spaziali. L’altra ipotesi invece attribuisce il problema alla rottura di un piccolo tubicino che è nella calzamaglia indossata dagli astronauti che serve loro a refrigerarsi quando si trovano nello spazio aperto e quindi in contatto diretto con il Sole. Le analisi, per capire cosa e’ realmente successo aldila’ delle ipotesi, sono in corso e questo impedisce alla Nasa di pianificare al momento un’altra attivita’ esterna per terminare il lavoro lasciato incompiuto. La Nasa stessa poi si e’ complimentata con Parmitano per come si e’ mantenuto calmo e per come ha agito bene nonostante fosse sotto forte pressione.
Spazio, Parmitano: ancora incerte le cause del problema tecnico. I complimenti della NASA all’astronauta italiano


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