I dati presentati dalla rivista Nature sul Metodo Stamina suggeriscono un caso di frode scientifica: lo ritengono alcuni fra i massimi esperti di cellule staminali. Per Michele De Luca, direttore del Centro di Medicina Rigenerativa ‘Stefano Ferrari’ dell’Universita’ di Modena e Reggio Emilia, Nature ha fornito la ”prova formale” di una ”frode scientifica”. Per Elena Cattaneo, direttrice del Laboratorio cellule staminali dell’universita’ di Milano ”emerge cio’ che sembra proprio una frode scientifica”. Secondo De Luca ”appare adesso chiaro a chiunque, e non solo a noi scienziati, che il metodo Stamina non solo non esiste, ma si basa sulla appropriazione di dati e immagini gia’ pubblicate tra il 2003 e il 2006 da un gruppo di ricerca russo”, cosi’ come ”adesso sappiamo con certezza – prosegue – che la stessa domanda di brevetto, peraltro respinta senza appello dall’ufficio brevettuale americano, non poteva neanche essere presentata”. Secondo l’esperto ”forse e’ questa la ragione per cui Stamina non ha ancora consegnato il presunto metodo per la sperimentazione clinica, fortemente voluta dal Parlamento, che sarebbe dovuta iniziare il primo luglio”. Proseguendo verso la sperimentazione, infatti, ”il governo si troverebbe ad investire soldi pubblici su una frode scientifica, ridicolizzando se stesso nonche’ la scienza e la medicina italiana nel mondo. Mi chiedo – conclude – come le nostre Istituzioni siano arrivate a dare un tale credito a personaggi di questa caratura che proponevano quello che a tutta la gente di buon senso e a tutti gli scienziati degni di questo nome e’ sempre apparsa come una bufala”.
Staminali, gli esperti: “il metodo Stamina sembra una frode scientifica”


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