Staminali, Nature: “dietro la vicenda del metodo Stamina ci sono grossi interessi economici”

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staminaliCi sono forti interessi economici dietro le almeno 300 sperimentazioni cliniche condotte nel mondo con le cellule staminali mesenchimali, ossia delle cellule del midollo osseo dalle quali derivano ossa, grasso e cartilagine e che, secondo alcuni, potrebbero essere trasformate anche in neuroni per curare gravi malattie neurodegenerative. Lo afferma sulla rivista Nature uno dei massimi esperti internazionali d cellule staminali mesenchimali, Paolo Bianco, dell’universita’ Sapienza di Roma. Nelle sperimentazioni, rileva, ”l’affermazione che possano curare molte malattie e’ utilizzata come uno slogan pubblicitario”, ma affermazioni come queste ”possono distorcere la scienza e la medicina, ingannare il pubblico, illudere i pazienti, sabotare i sistemi di assistenza sanitaria e rallentare la ricerca scientifica”. E’ una situazione diffusa in tutto il mondo, e che ”in Italia ha portato alla vicenda Stamina”, dove ”la Fondazione Stamina e’ spalleggiata da aziende e da un’organizzazione chiamata the Cure Alliance”. Le cellule staminali mesenchimali, afferma l’esperto ”sono il primo esempio di come indirizzi commerciali imposti alla ricerca accademica possono alterare in modo significativo i concetti scientifici in biologia e medicina”. Decenni di ricerche condotte su queste cellule indicano che danno origine a tessuti come ossa, grasso e cartilagine. ”Tuttavia – prosegue – le aziende che lavorano in questo campo parlano di un gran numero di applicazioni” ed hanno raggiunto le pagine di autorevoli riviste scientifiche, suggerendo che infusioni endovena di cellule staminali mesenchimali possono essere utilizzati contro numerose malattie, comprese quelle neurodegenerative allo stadio terminale. Il risultato e’ che la letteratura scientifica contiene ormai ”due diverse descrizioni di queste cellule, in conflitto fra loro. La prima basata sulla scienza, la seconda sul mercato”. L’industria, osserva Bianco, ”non ha ancora generato prove conclusive sulla biologia delle staminali mesenchimali”. I prodotti commerciali sono diventati, insomma, concetti scientifici. ”E’ un esempio di commercializzazione della scienza”, afferma Bianco. ”Non e’ mai stato chiarito – conclude – come queste cellule riescano a curare malattie” perche’ ”senza test preclinici, osserva, sono possibili affermazioni conclusiva”. Una situazione nella quale, rileva, ”gli unici vincitori – conclude – sono le aziende che sperano di vendere le terapie”.