Torna il caldo infernale in Medio Oriente; Delhoran sfonda il muro dei +52°C, molto caldo anche sul resto dell’Asia e nell’Artico russo

Il ramo principale del "getto polare" sopra l'Asia appare fortemente indebolito
Il ramo principale del “getto polare” sopra l’Asia appare fortemente indebolito, rispetto al “getto sub-tropicale” attivo a latitudini più meridionali

L’estate 2013, con il suo pattern dominato da un “getto polare” piuttosto lasco e ondulato per il sensibile indebolimento del “gradiente di geopotenziale” fra Artico e medie latitudini, sta continuando ad inanellare intense ondate di calore in varie parti dell’emisfero boreale, smentendo quanti già in inverno e in primavera prefiguravano un inversione di tendenza in merito al riscaldamento globale. Solo nei giorni scorsi, in varie località e città del Medio Oriente, il termometro ha varcato la fatidica soglia dei +50°C all’ombra, con diversi picchi fino a +51°C +52°C raggiunti nel sud dell’Iran. Proprio sul territorio iraniano sono state raggiunte, nei giorni scorsi, le temperature più elevate registrate sul continente asiatico dall’inizio del 2013. L’Iran è riuscito addirittura a superare le temperature estreme, over +50°C, che solitamente, fra Maggio e i primi giorni di Giugno, si raggiungono nel Pakistan meridionale, nella regione del Belucistan. Tra le temperature più elevate in testa svetta l’iraniana Delhoran che con +51.5°C di ieri e i +52.0°C di mercoledì  17 Luglio, segna una delle temperature massime più alte mai registrate sulla Terra dall’inizio del 2013. Per il momento i +52.0°C di Delhoran rappresentano la temperatura più elevata ed estrema raggiunta al di fuori della nota “Death Valley” (la famosa depressione nel cuore del deserto della California orientale), tuttora la detentrice del record mondiale di caldo, con i suoi imbattuti +53.9°C.

Rafravn062Delhoran però viene marcata stretta dalla kuwaitiana Sulaibya, che ieri ha lambito il picco dei +51.5°C, dopo una giornata di caldo a dir poco infernale. Ma il muro dei +50°C all’ombra è stato ampiamente oltrepassato in svariate località, specie sul Kuwait e nel vicino confine iracheno. Fra i valori più significativi vanno segnalati i +51.4°C di Mitribah , i +51.1°C di Abdaly, i +51.0°C di Abadan, i +50.8°C di Jalayia e Jahra e i +50.4°C di Minagish. Si tratta di valori davvero rilevanti. Sopportare simili temperature nelle ore centrali del giorno è veramente difficile. In tale contesto il caldo si è fatto davvero infernale, grazie anche alla presenza nei bassi strati di masse d’aria molto secche, ben compresse verso il basso dalle notevoli “Subsidenze atmosferiche” prodotte dal potente anticiclone sub-tropicale in quota, legato alla “Cella di Hadley”, che in questo periodo dell’anno domina fra l’entroterra desertico della penisola Arabica, l’area del golfo Persico, l’Iraq e l’Iran.

Mitribah-in-KuwaitNon è un caso se sovente il muro dei +50°C all’ombra in Iraq, come sul Kuwait, in Arabia Saudita, nel sud Iran e negli altri paesi che si affacciano sulle coste occidentali del golfo Persico, si abbatte proprio in questo periodo dell’anno, nel cuore dell’estate boreale, durante il predominio dell’anticiclone sub-tropicale permanente, legato alla circolazione della “Cella di Hadley”, che sposta il proprio baricentro dalla penisola Arabica verso l’area del Medio Oriente e le vaste distese steppiche dell‘Asia centrale. In concomitanza con la risalita verso nord, tra i 25° N e i 35° N, dell’estesa cintura anticiclonica sub-tropicale, annessa alla “Cella di Hadley”, anche il ramo principale della “corrente a getto sub-tropicale” è costretto a transitare a latitudini ancora più elevate, tra l’Europa e l’Asia centro-settentrionale, con un andamento spesso molto ondulato. L’assenza del passaggio del ramo della “corrente a getto sub-tropicale” favorisce una persistenza dei regimi anticiclonico dinamici in quota, con il conseguente accumulo di masse d’aria molto calde e secche, d’estrazione sub-tropicale continentale, sopra le vaste distese desertiche dell’area medio-orientale.

L'artico comincia ad arretrare più velocemente (credit NOAA)
L’artico comincia ad arretrare più velocemente (credit NOAA), già fusi i blocchi di ghiaccio davanti la costa siberiana centrale

L’aria calda e molto secca, in assenza di una ventilazione significativa nella libera troposfera, ristagna fino alla media troposfera, favorendo un contemporaneo innalzamento dei geopotenziali che tendono a lambire valori elevatissimi in quota (indice di forte stabilità atmosferica che rende i cieli sereni). Alla quota di 850 hpa, tra l’area pakistana e i deserti del Medio Oriente, in questo periodo dell’anno si possono osservare isoterme di +32°C +33°C, nei casi più estremi sono evidenti anche termiche di +35°C +36°C. Tutto questo accumulo di calore, fino alla media atmosfera, dopo settimane e mesi di prolungato dominio anticiclonico con aria molto secca, origina un ulteriore surriscaldamento delle masse d’aria presenti nei bassi strati, indotto anche dai fenomeni di “Subsidenza atmosferica” (correnti discendenti che comprimono l‘aria nei bassi strati, scaldandola e deumidificandola ulteriormente) tipici dei regimi anticiclonici dinamici, ben strutturati nell‘alta troposfera. Se a ciò poi aggiungiamo la continua insolazione diurna su vastissime distese desertiche, vista la totale serenità dei cieli, e la presenza di aria secchissima in prossimità del suolo, è normale poi che i deserti del Medio Oriente si trasformano in autentici forni a cielo aperto, dove diventa veramente difficile sopravvivere se non si è addestrati o abituati a simili condizioni climatiche cosi estreme. Ma il caldo non sta investendo solo l’area del Medio Oriente. Questa prima parte di Luglio si sta presentando globalmente molto calda fra Asia orientale, Artico russo e persino sulle Isole Britanniche.

Modello a cura del Polar Meteorology Group
Modello a cura del Polar Meteorology Group

Solo in Giappone, secondo i primi dati preliminari forniti dalla JMA, l’Agenzia Meteorologica Giapponese, il Luglio 2013 sta risultando il più caldo dopo il 1994. In diverse località del sud si sono registrate temperature massime prossime ai +38°C +40°C, associate ad elevati tassi di umidità relativa che creano un effetto “afa” davvero terrificante. Nelle isole tropicali e subtropicali del Pacifico questa sta risultando la stagione fresca/secca più calda di sempre, mentre nei territori dell’Artico russo è sopraggiunta l’ennesima ondata di calore della stagione estiva che sta facendo schizzare i termometri oltre la soglia dei +28°C +30°C a ridosso del Circolo Polare Artico. Nel frattempo i ghiacci marini dell’Artico cominciano a sciogliersi in modo sempre più repentino, malgrado la buona tenuta di Giugno e il pattern atmosferico più favorevole, con frequenti circolazioni depressionarie, legate al vortice polare, attive sopra il mar Glaciale Artico. Ormai ci siamo avvicinati al quarto posto negativo di sempre, da quando esistono le osservazioni del satellite polare.