La chiamano ”bacchetta magica ecografica”, traduzione letterale del suo nome ”Sonowand”. Inventata in Norvegia, e’ insieme neuro-navigatore e apparecchio ecografo ultrasuoni che entra direttamente nel cervello. Un gioiello tecnologico di ultima generazione che e’ stato usato per la prima volta in Italia a Torino, per salvare un ragazzo di 18 anni da una malformazione artero venosa. Il giovane e’ arrivato all’ospedale Molinette della Citta’ della Salute e della Scienza in crisi epilettica conseguente un’emorragia cerebrale. L’intervento, durato quattro ore, e’ stato effettuato dal professor Alessandro Ducati (direttore della Neurochirurgia universitaria) e dal dottor Francesco Zenga e i risultati sono stati definiti ”eccellenti”.
L’utilizzo della ”bacchetta magica” in campo neourochirurgico e’ ampio. Nel caso del ragazzo torinese si e’ trattato di una malformazione artero venosa cerebrale, ma e’ estendibile ad altre patologie. I vantaggi sono piu’ d’uno, il principale consiste nella possibilita’ di controllare in tempo reale se e’ stata eliminata completamente l’area della lesione o, nel caso di cancro, la massa tumorale su cui agiscono i chirurghi. Sono cosi’ ridotti al minimo, se non annullati, i rischi o di lasciare parte della lesione (o del tumore) o di danneggiare la parte sana del cervello che sta attorno. Nel caso delle malformazioni vascolari, questi pericoli sono particolarmente significativi, perche’ parte di esse possono nascondersi dietro tessuto apparentemente sano. Vedere dove si trovano questi residui, senza esplorare e danneggiare tutto il tessuto attorno, e’ un grandissimo vantaggio per il paziente. ”Vantaggi anche – spiega il dottor Zenga – per quanto riguarda l’invasivita’ dell’intervento e il decorso post-operatorio. Con questo sistema innovativo non ho bisogno di cercare la malformazione, ma vedo esattamente in tempo reale dove si trova e quali ne sono i perimetri. Ho un quadro in diretta, completo e preciso evitando anche l’eventualita’ di dover eseguire un secondo intervento per togliere la parte rimanente della malformazione”. Vedere direttamente tutta l’estensione del tumore o della malformazione e i suoi rapporti con le strutture sane permette di migliorare molto la prognosi dei pazienti e di conseguenza la qualita’ della vita nel post intervento.
Una “bacchetta magica” per operare il cervello: prima volta in Italia, unisce neuronavigatore ed ecografo


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