Un’altra tempesta tropicale sta per minacciare le coste della Cina sud-orientale, nuove tempeste in formazione sul Pacifico orientale

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wp201308_5dayUna nuova tempesta tropicale, denominata “Cimaron”, si è sviluppata nelle scorse 36 ore sopra le calde acque superficiali del mar di Luzon, le cui temperature si aggirano attorno i +29°C +30°C. Valori più che sufficienti per fornire le energie necessarie alla formazione di un tifone di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson. Stavolta la tempesta difficilmente riuscirà ad organizzarsi in un tifone, poiché già dalle prossime ore il sistema tenderà a transitare sopra il settore settentrionale dell’isola di Luzon, interagendo con le catene montuose dell’interno che con il loro attrito tenderanno ad indebolire la circolazione depressionaria, nei medi e bassi strati, dispensando anche forti piogge e intensi temporali nelle aree più interne. La stessa si potrà riorganizzare solo in un secondo momento, allorquando si verserà sopra le calde acque superficiali del mar Cinese Meridionale, spostandosi gradualmente verso nord-ovest. Ma si tratterà di un passaggio temporaneo. Se non fosse passata sopra l’isola filippina di Luzon, “Cimaron”, con ogni probabilità, avrebbe avuto il potenziale per intensificarsi in un insidioso tifone, pronto a minacciare le coste della Cina meridionale con un “landfall” diretto, non lontano da Hong Kong.

La tempesta tropicale "Cimaron" sopra l'isola di Luzon
La tempesta tropicale “Cimaron” sopra l’isola di Luzon comincia a muoversi verso le coste cinesi meridionali

Ma l’orografia di Luzon taglierà in parte la circolazione ciclonica, che resterà attiva solo in quota, con un nucleo di vorticità positiva nella media e alta troposfera. Questo passaggio infliggerà una ferita non facilmente rimarginabile per la perturbazione tropicale, che comunque già da domani comincerà a rappresentare una seria minaccia per le coste della Cina sud-orientale, in vista di un “landfall” inevitabile atteso per la mattinata di venerdì 19 Luglio, nei pressi della provincia di Shantou, dove la tempesta tropicale, indebolita a depressione tropicale, riuscirà ad apportare forti rovesci di pioggia e temporali, prima di dissiparsi sul vicino entroterra. Localmente, specie a ridosso della provincia dello Shantou, le forti precipitazioni legate all’arrivo di “Cimaron” potrebbero causare anche degli allagamenti e temporanee inondazioni, con accumuli di oltre i 150-200 mm in meno di 24 ore nelle aree del vicino retroterra. Poco prima di effettuare il “landfall”, i sostenuti venti da E-SE e SE che si attiveranno lungo il bordo orientale della tempesta, solleveranno un importante moto ondoso che andrà a sbattere sulle coste della Cina sud-orientale, producendo delle risacche, anche intense. Intanto, nei prossimi giorni, nuove tempeste tropicali o uragani potranno sorgere sopra le acque superficiali del Pacifico orientale, dove il “fronte di convergenza intertropicale” continua a mantenere un posizionamento molto elevato di latitudine, tanto da avvicinarsi sempre più all’atollo Johnston, ubicato nel tratto di oceano a sud-ovest delle Hawaii, appena lambito dai potenti “Clusters temporaleschi” legati proprio all’ITCZ.

gl_sst_mmGrazie all’elevato posizionamento dell’ITCZ lungo il Pacifico orientale si stanno delineando le condizioni meteo/climatiche ideali per lo sviluppo di tempeste tropicali o uragani, anche intensi. Il considerevole sollevamento verso nord dell’ITCZ sta contribuendo a rinforzare il flusso monsonico davanti le coste dell’America centrale, con l’attivazione di una moderata ventilazione meridionale che si propaga fino agli 8° 10° di latitudine nord. Questi sostenuti venti meridionali sono collegati al flusso dell’Aliseo di SE (attivo nell’emisfero australe), che dopo aver oltrepassato la linea dell’equatore, a causa dell’innalzamento di latitudine dell’ITCZ, irrompe sull’emisfero boreale, con una ventilazione da Sud e S-SO, che sale di latitudine (fino ai 10° di latitudine nord), piegando più da SO, e tende ad interagire e a convergere con le correnti orientali, legate all’Aliseo di NE (sull’emisfero boreale), in uscita dalle alture dell’America centrale. L’interazione fra gli Alisei dei due emisferi sta agevolando lo sviluppo di importanti moti rotatori nei bassi strati, che chiudendosi nei bassi strati e strutturandosi anche alle quote superiori della troposfera, davanti le coste centrali americane, si associano all’intensa attività convettiva che caratterizza l’ITCZ, evolvendosi successivamente in vere e proprie circolazioni depressionaria tropicali, capaci di trasformarsi in depressioni o tempeste tropicali, anche di grosse dimensioni.

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