Violenta “depressione-uragano” in formazione sul Pacifico sud-orientale; venti burrascosi sferzano le coste cilene, aria molto mite verso la Patagonia

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La profonda "depressione-uragano" a largo della costa cilena meridionale
La profonda “depressione-uragano” a largo della costa cilena meridionale

L’affondo di una ampia saccatura antartica, colma di aria molto fredda proveniente dalla Calotta polare dell’Antartide, ha favorito la formazione di una profondissimo ciclone extratropicale sul Pacifico sud-orientale, nel tratto a largo delle coste meridionali cilene, con un minimo barico al suolo sceso al di sotto dei 950-948 hpa, attorno ai 90° di longitudine ovest. Il ciclone, ormai ben collaudato anche alle quote superiori della troposfera, con un profondo minimo di geopotenziale (a 500 hpa), presenta una struttura alquanto vasta, che copre quasi l’intero Pacifico sud-orientale, fino ai 30° di latitudine sud. Le immagini satellitari mostrano un grande vortice ciclonico in continua evoluzione davanti la costa cilena meridionale, che si chiude in un’occlusione, seguita più ad ovest da un vasto nucleo di aria molto fredda, aspirata dal settore orientale del mare di Amundsen. La profondissima depressione, allargandosi verso latitudini più settentrionali, è stata in grado di comprimere il promontorio anticiclonico sub-tropicale che domina sul Pacifico meridionale, a largo delle coste cilene, che si è dovuto risistemare con i propri elementi a latitudini più settentrionali, attorno i 20° 15° di latitudine sud, fra il golfo di Arica e il Pacifico meridionale tropicale. L’assottigliamento del promontorio anticiclonico del Pacifico meridionale ha anche prodotto un parziale indebolimento del flusso dell’Aliseo di SE, che borda la costa del Cile settentrionale e del Peru, presentando solitamente una componente da S-SE e da Sud moderata, fra Arica e Lima, lungo il bordo più orientale della fascia anticiclonica sub-tropicale.

Rsamavn062Nelle ultime 12 ore il vortice depressionario, venendo alimentato lungo il suo bordo più occidentale dalla risalita dalle coste antartiche di masse d’aria molto fredde, di origine sub-polare marittima, si è ulteriormente approfondito, grazie al rinvigorimento del “gradiente termico orizzontale” con il settore pre-frontale, trasformandosi in una autentica “depressione-uragano”, caratterizzata da un “gradiente barico orizzontale” piuttosto esplosivo che da origine a venti anche a carattere tempestoso, oltre i 120-130 km/h. Questo significativo approfondimento del minimo barico al suolo, sceso sotto i 948 hpa (valore piuttosto considerevole), ha determinato, a sua volta, un inasprimento del già intenso “gradiente barico orizzontale” (isobare molto strette e ravvicinate fra loro), che si presenta molto esplosivo lungo il margine occidentale e settentrionale dell’ampia struttura ciclonica extratropicale, con dei massimi localizzati in pieno oceano, fra i 110° e i 100° di longitudine ovest, dove si stanno attivando delle furiose tempeste di vento, da S-SO e SO, nell’area post-frontale della circolazione depressionaria, che a tratti raggiungeranno l’intensità di uragano di 1^ categoria sulla scala Saffir-Simpson, con picchi di oltre i 120-130 km/h. Le raffiche di picco potranno lambire anche la 2^ categoria Saffir-Simpson, con picchi capaci di superare la soglia dei 140-150 km/h in pieno oceano.

I venti furiosi attivati dalla "depressione-uragano" davanti la costa cilena
I venti ciclonici furiosi attivati dalla “depressione-uragano” davanti la costa cilena

In quest’area i venti tempestosi, in risalita dai mari antartici, renderanno l’oceano da grosso (forza 7) a molto grosso (forza 8), creando le condizioni ideali per lo sviluppo di grandi ondate di “mare vivo”, molto pericolose per la navigazione marittima, che dato il “Fetch” (lo spazio di mare su cui soffia il vento) piuttosto esteso (dai mari antartici fino ai 30° di latitudine sud), potranno raggiungere o superare anche i 9-10 metri nell’area perturbata. Alcune di queste grandi onde, prodotte dalle forti tempeste da S-SO e SO in azione sul lato occidentale del profondo ciclone extratropicale, usciranno dall’area perturbata, per propagarsi come delle imponenti onde lunghe verso il Pacifico sub-tropicale, oltre i 30° di latitudine sud. Più ad est forti burrasche, con impetuosi venti da Nord e N-NO, si stanno attivando anche sulle coste del Cile meridionale, lungo il settore pre-frontale, spazzando con forza le tante isole presenti davanti la costa cilena più meridionale. Difatti il fronte caldo dell’ampia “depressione-uragano”, localizzata sul Pacifico meridionale, sotto la spinta del fortissimo “getto polare” australe, ha raggiunto il Cile meridionale e la Patagonia, dove si stanno sensibilmente rinforzando i venti miti pre-frontali da Nord e N-NO, con una “Warm Conveyor Belt” che sta apportando delle piogge sul Cile meridionale.

WUBLASTQueste piogge, in genere di debole e moderata intensità, vengono polverizzate dai forti venti da Nord e N-NO, che hanno già raggiunto l’intensità di burrasca forte nel tratto di costa cilena, compreso tra il golfo de Penas e lo Stretto di Magellano, dove i forti venti settentrionali hanno superato i 70-80 km/h, con picchi localmente superiori ai 90-100 km/h su diverse isole di fronte la frastagliata costa del Cile meridionale. Qui i forti venti settentrionali, che fanno seguito al fronte caldo in spostamento verso la Patagonia, oltre a rendere il tempo piuttosto ventoso e piovoso, con cieli coperti e alta umidità, determineranno anche un rialzo delle temperature, per l’afflusso di masse d’aria decisamente più temperate, provenienti dalle latitudini sub-tropicali oceaniche (attorno i 30° di latitudine sud). Domani il profondo ciclone extratropicale comincerà progressivamente a perdere energia, indebolendosi e progredendo verso est, assieme all’annesso sistema frontale oceanico, il quale rimarrà attivo a largo delle coste cilene centro-meridionali. Il particolare posizionamento del minimo barico al suolo in pieno oceano, ad ovest-sud/ovest da Capo Horn, continuerà a sospingere verso il Cile centro-meridionale una sostenuta, a tratti intensa, mite e umida ventilazione da N-NO e NO, che contribuirà ad ammassare nuovi corpi nuvolosi sulle coste del Cile meridionale e lungo il versante occidentale delle Ande meridionali, dove si verificheranno delle frequenti piogge, mentre la neve resterà confinata a quote più elevate, sopra i 1000-1100 metri, dato l’aumento dei valori termici indotto dall’avvezione calda oceanica.

I venti tempestosi in atto sul Pacifico meridionale ripresi dall'Ascat (credit NOAA)
I venti tempestosi in atto sul Pacifico meridionale ripresi dall’Ascat (credit NOAA)

Un significativo rialzo delle temperature è atteso pure sulla Patagonia. Proprio su questa sopraggiungeranno i tiepidi venti da NO che produrranno un importante aumento delle temperature su gran parte dell’Argentina centro-meridionale. Le correnti miti nord-occidentali in arrivo dal Pacifico meridionale, già in origine tiepide (data l’estrazione sub-tropicale), dopo aver scavalcato i crinali della dorsale andina meridionale, scivolando verso i fondovalle argentini tenderanno a scaldarsi ulteriormente, per merito della “compressione adiabatica” indotta dai venti di caduta che oltrepasseranno le vette delle Ande. Tale “compressione adiabatica” innescata dai rilievi andini, in seno al flusso nord-occidentale, si ripercuoterà fino al sud della Pampa e ai territori della Patagonia, dove le correnti favoniche renderanno il clima anche piuttosto secco, date le considerevoli “Subsidenze orografiche” (correnti discendenti). L’afflusso dell’aria mite oceanica al di là dello spartiacque andino viene evidenziato dall’avanzata dell’isoterma di +10°C a 850 hpa fino a Bahia Bianca. In molte località dell’Argentina meridionale e centrale le temperature massime, fra domani e mercoledì, potranno superare la soglia dei +20°C +22°C.