Ambiente, i geologi: “40% di fiumi e laghi italiani inquinati, l’UE ci sanzionerà”

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inquinamento dei fiumi“In Italia l’inquinamento del 40% di fiumi e laghi continua a produrre continue e gravi emergenze ambientali e ci espone persino sotto il profilo finanziario alle sanzioni economiche alle quali presto l’Europa ci costringerà per aver disatteso più d’una direttiva europea e diversi provvedimenti legislativi in ambito di depurazione delle acque reflue. Un conto stimato in circa 700 milioni l’anno, che Stato e Regioni dovranno sopportare, oltre al taglio di alcuni fondi europei, sino a quando non troveranno pieno compimento le disposizioni che sono state attribuite alla nostra nazione” . Lo ha affermato Gian Vito Graziano , Presidente del Consiglio Nazionale dei Geologi che interverra’ all’EGN Conference , la Conferenza Mondiale dei Geoparchi , in programma dal 3 al 7 Settembre ad Ascea nel Geoparco Nazionale del Cilento , con la partecipazione di 90 Geoparchi, 259 delegazioni straniere , 75 italiane e numerosi scienziati internazionali i quali si confronteranno su tutte le tematiche ambientali .

“In Italia sono 268 le amministrazioni coinvolte nelle procedure d’infrazione Ue  – ha proseguito  Graziano –  per carenza o assenza di sistemi di depurazione: 109 sono quelle già condannate in base ad una procedura del 2004 e 159 quelle in corso di procedura dal 2009. L’Autorità per l’energia ha stimato che tra la realizzazione degli interventi già previsti nei piani d’ambito e la costruzione dei nuovi impianti di depurazione necessari per superare le condanne e le procedure d’infrazione servirebbero investimenti per circa 20 miliardi nei prossimi cinque anni.

Intanto anche la pressione esercitata sull’ambiente in genere e sulle acque in particolare dalle attività industriali rimane molto pesante e continuano a preoccupare gli effetti negativi sulla salute dell’uomo e sugli ecosistemi causati dalla presenza di sostanze pericolose soprattutto nelle acque sotterranee, ma anche nel suolo, nel sottosuolo e nei sedimenti.

Promuovere le migliori pratiche nella tutela e gestione delle risorse idriche sotterranee secondo i principi delle direttive Europee e salvaguardare la risorsa idrica in un Paese come il nostro, che purtroppo si contraddistingue spesso per un suo uso scellerato, è quanto meno una battaglia di civiltà, alla quale i geologi si sono ormai da tempo legati.

Sappiamo che In Italia le risorse idriche sono complessivamente sufficienti ai fabbisogni e che il problema risiede nella loro gestione e nel loro uso corretto”.