Ambiente, lo sfruttamento cronico degli alberi tropicali in Africa altera i ritmi della vegetazione

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Sungai Sembilang Park in SumatraLo sfruttamento cronico degli alberi tropicali – dal quale molte comunita’ locali dell’Africa occidentale dipendono – potrebbe alterare drammaticamente i ritmi riproduttivi e ridurre drasticamente la produzione di frutta e semi della vegetazione nell’area durante l’intero ciclo di vita, secondo un nuovo studio pubblicato sul ‘Journal of Ecology’. L’indagine e’ la prima a utilizzare il metodo “age from stage” che stima l’eta’ della pianta dalla sua taglia per comprendere in che modo le attivita’ di raccolta colpiscono le aspettative di vita di un albero.
Indonesia Forest clearingProtagonista dello studio, condotto da Orou Gaoue (University of Hawaii), e’ stato il Khaya senegalensis, albero che cresce nelle regioni tropicali dell’Africa occidentale, comunemente noto come mogano africano e considerato specie vulnerabile a causa della siccita’ e della raccolta estrema delle sue foglie, per nutrire il bestiame, e della sua corteccia, per il trattamento di molti disturbi, dal mal di stomaco alla febbre da malaria. Dai dati della ricerca emerge che lo sfruttamento colpisce gli alberi diversamente a seconda delle condizioni climatiche. Nelle regioni umide, le attivita’ di raccolto ritardano i ritmi di riproduzione e aumentano la longevita’ degli alberi mentre nelle aree soggette a siccita’ accade l’esatto opposto. Informazioni che potrebbero essere utilizzate dalle popolazioni indigene per gestire meglio le risorse del Khaya senegalensis.