Ancora super caldo sull’Europa centrale, ecco perchè le ondate di calore sono sempre più frequenti nel cuore del vecchio continente

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temp99Dopo neanche una settimana il super caldo torna nuovamente ad attanagliare i paesi dell’Europa centrale, con temperature massime di oltre i +35°C +36°C all’ombra fra Olanda, Germania e Polonia, ma punte di oltre i +32°C +34°C in riva al mar Baltico. In molti casi le temperature massime, registrate fra ieri e oggi, si sono avvicinate anche a soli +1.5°C +1.0°C dai rispettivi record assoluti di caldo. Ieri, per esempio, nella città di Lipsia, nel cuore della Germania, la massima ha sfondato ampiamente il muro dei +35.0°C, avvicinandosi al record assoluto di +37.2°C. Ma picchi prossimi ai +36°C +37°C si sono superati anche in Olanda, con i +36.9°C di Arcen. Ma in alcune ristrette aree del sud la soglia dei +37°C è stata oltrepassata, in modo anche netto. Si tratta di temperature decisamente esagerate per gli standard climatici europei. Ma è ancora più rilevante la frequenza di queste ondate di calore che fino agli anni 90 avevano un periodo di ricorrenza di circa 4 anni. Oggi ne possiamo avere due o tre nello stesso mese.

Rtavn061Lo scorso anno, precisamente in Agosto, il caldo picchiò duro soprattutto fra Repubblica Ceca, Germania e Polonia, dove si stabilirono diversi record assoluti di caldo, di grande pregio statistico, fra cui quello di Praga che sfioro per poco i +40°C all’ombra. In questi giorni sull’area euro-atlantica stiamo osservando una configurazione molto simile a quelle che determinarono le potenti ondate di calore che “arroventarono” l’Europa centrale, fra il Luglio del 1983 e l’Agosto del 2012, con la spinta di imponenti promontori anticiclonici dinamici di blocco, di origine sahariana, fin sulla Scandinavia ed il mar Baltico. Anche in questi giorni sullo scacchiere europeo si osserva la presenza di ben due e distinte circolazioni depressionarie, tuttora attive, lungo i margini occidentali e orientali di un solido e ampio promontorio anticiclonico dinamico sub-tropicale, che dal Sahara algerino si protende, con il proprio asse principale, fino all’est della Germania, la Polonia ed il mar Baltico, includendo la Svezia centro-meridionale e le Repubbliche Baltiche, evolvendo in un anticiclone di blocco.

analyzaLungo il bordo occidentale di questa ampia onda anticiclonica, dove scorrono le correnti dai quadranti meridionali, è attivo un flusso di aria calda e piuttosto secca in quota, d’estrazione sub-tropicale continentale, che viene costantemente aspirata dai deserti dell’Algeria centrale e del Marocco orientale in direzione della Francia, l’Italia e i paesi dell’Europa centrale. Lo scorrimento dell’aria molto calda desertica nella media troposfera produce la cosiddetta “avvezione di spessore”, vero motore delle ondate mobili di calore alle nostre latitudini. Il flusso di aria piuttosto calda e secca, ben strutturato nei medi e bassi strati, comincia a crescere di quota, interessando gli strati medi e superiori della troposfera. Il flusso di aria calda, d’origine sub-tropicale continentale (provenienti dalla regione sahariana, dai 25°-30° latitudine nord), crescendo di quota tende ad investire una maggior fetta di troposfera, comportando importanti aumenti dei valori di geopotenziale (a 500 hpa), coadiuvati da sensibili aumenti termici (sia d’origine radiativa che per il contributo dell’insolazione).

europeL’aumento dei valori del geopotenziale in quota ovviamente tendono a stabilizzare maggiormente la massa d’aria calda, che sale dalle latitudini sub-tropicali, associando ad essa condizioni spiccatamente anticicloniche, anche se non manca mai la copertura nuvolosa, di tipo avvettivo (alta e stratiforme). Il rialzo del geopotenziale in quota, oltre a stabilizzare la massa d’aria sub-tropicale, sempre che non vi siano intrusioni fredde nell’alta troposfera dai quadranti sud-occidentali o occidentali (spesso responsabili dello scoppio improvviso dei violenti temporali pre-frontali che salgono il ramo ascendente di una saccatura o di una giovane ciclogenesi), favorisce al contempo una recrudescenza della calura nei bassi strati, vuoi anche per il contributo dell’insolazione che della stessa ventilazione meridionale, dominante in seno ai flussi sub-tropicali.

brack1 Da qui tende a svilupparsi l’onda di calore che s’innesca lungo i confini fra un’area anticiclonica, particolarmente strutturata nella media troposfera, e il ramo ascendente (bordo orientale) di una estesa saccatura che dalle alte latitudini (sub-polari) si estende verso latitudini più meridionali. Sul Mediterraneo, come sull’Europa centrale, l’avvento delle classiche ondate di calore si delinea nell’erezione, verso nord o nord-est, di robusti anticicloni di blocco che dall’entroterra desertico del Marocco, dell’Algeria e della Libia si innalzano verso il “mare Nostrum”, venendo alimentati al proprio interno da un esteso flusso di aria calda e molto secca che viene aspirata direttamente dal Sahara centro-occidentale, più precisamente dall’area del Maghreb.

eu_stIn genere in queste situazioni l’aumento della “compressione adiabatica” generato dall’avvezione di spessore negli strati intermedi, le notevoli “Subsidenze atmosferiche” (correnti discendenti tipiche nelle aree anticicloniche), l’intensa insolazione e la scarsa umidità, inibita proprio dalla “compressione” verso il basso delle masse d’aria, già in origine piuttosto calde (aria sub-tropicale), comportano un sensibile aumento delle temperature che si riscontra soprattutto nei medi e bassi strati della troposfera. Intanto nei prossimi giorni l’onda anticiclonica, pur stringendosi attorno le due differenti circolazioni cicloniche, non verrà erosa, tanto che da lunedì, con il colmamento e l’ulteriore spostamento della depressione atlantica verso il mar di Norvegia, l’imponente blocco altopressorio si gonfierà fino in direzione delle Repubbliche Baltiche e della Finlandia, traslando il proprio asse principale poco più ad est, verso l’area balcanica e l’Europa centro-orientale, con l’apporto di masse d’aria molto calde e secche, di tipo sub-tropicale continentale, fino alla Polonia e al mar Baltico.

Ecco l'onda dell'anticiclone sahariano distesa sull'Europa centrale fino al sud della Scandinavia
Ecco l’onda dell’anticiclone sahariano distesa sull’Europa centrale fino al sud della Scandinavia

Tale pulsazione dinamica dell’anticiclone sub-tropicale nord-africano verrà esacerbata anche dall’affondo dell’ennesima saccatura sull’Atlantico orientale, appena ad ovest delle Isole Britanniche, alimentata da un temporaneo rinforzo del “getto polare” in uscita dal Canada orientale, mentre sul ramo ascendente un sostenuto flusso da S-SO e Sud dalla Spagna e dalla Francia si dipanerà verso la Scandinavia e l’Artico norvegese. La struttura anticiclonica garantirà condizioni di tempo stabile, molto caldo e soleggiato su gran parte dell’Europa centrale e orientale, con temperature di oltre i +34°C +35°C sulla Mitteleuropa, mentre picchi di +38°C +40°C si toccheranno in diverse località di Italia e Balcani a meta della prossima settimana. L’alito caldo sub-tropicale, fra domani e lunedì raggiungerà le Repubbliche Baltiche e il sud della Finlandia, con un impennata delle temperature, ben oltre la soglia dei +28°C +30°C.