Auguri al telescopio spaziale Fermi della NASA, la cui missione parla anche italiano

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fermi_webCompie cinque anni la missione Fermi, il telescopio spaziale della Nasa che sta rivoluzionando la nostra visione dell’Universo ai raggi gamma, la forma di luce piu’ energetica del cosmo. La missione parla anche italiano, con l’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf) e Agenzia Spaziale Italiana (Asi) attraverso l’Asi Science Data Center (Asdc). A cinque anni dal lancio avvenuto nel 2008, Fermi, l’11 agosto scorso, e’ entrato in una nuova fase della missione: uno studio piu’ approfondito del cosmo delle alta energia e che e’ una delle tappe fondamentali delle osservazioni programmate fino al 2018. ”’Fermi – ha osservato Roberto Battiston, presidente della Commissione di Fisica Astroparticellare dell’Infn – utilizza l’universo come un gigantesco laboratorio per lo studio della fisica delle alte energie”. La gara dei fotoni di energie diverse che attraversano assieme l’universo, prosegue Battiston, ”permette di studiare la struttura dello spazio tempo su grandi scale, lo studio del flusso residuo dei raggi gamma fornisce informazioni sull’abbondanza di materia oscura, lo spettro della luce emessa da alcuni resti di supernova ci permette di capire come vengono accelerati i raggi cosmici”. VLBA_Fermi_graph_webLe osservazioni di Fermi stanno chiarendo molti processi che avvengono alle alte energie, dalla rapidissima rotazione delle stelle di neutroni, ai getti dei buchi neri giganti nel cuore delle galassie. Inoltre, la missione ha scoperto che i lampi di raggi gamma sono prodotti anche sulla Terra dai temporali. Queste scoperte sono state possibili grazie ai due strumenti di Fermi: il ‘cuore’ italiano chiamato Large Area Telescope (Lat), costruito dai ricercatori dell’Infn, e lo strumento Gamma-ray Burst Monitor (Gbm). Il cuore di Fermi, sottolinea Battiston, ”e’ basato sulla tecnologia sviluppata dall’Infn per gli acceleratori di particelle e portata con successo dai ricercatori italiani al di fuori dell’atmosfera per studiare materia ed energia in condizioni non riproducibili sulla Terra”.