Autocombustione umana spontanea: un presunto fenomeno che polverizza la pelle delle vittime

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AUTOCOMB1La SHC (in inglese: Spontaneous Human Combustion) è un presunto fenomeno naturale di autocombustione umana, nel quale il corpo umano potrebbe prendere fuoco o bruciare senza fonti esterne di innesco e i corpi delle malcapitate vittime sarebbero ridotti in pochissimi istanti in un cumulo di cenere, ossa comprese, ad eccezione degli arti inferiori, senza che esse provino alcun tipo di dolore. Il caso più documentato è quello di Mary Reeser, una vedova di 57 anni, trovata incenerita nel luglio 1951. Questo caso è  il primo esempio dell’utilizzo di ogni possibile mezzo di moderna investigazione scientifica per risalire alla causa del fenomeno che ha molto di paranormale. Proviamo a ricostruire in breve la storia di Mary. La donna, mentre il resto della famiglia decide di recarsi in spiaggia, si trattiene  a casa del figlio con uno dei suoi nipoti. E’ la sera del 1 luglio 1951.  Quando i suoi familiari rientrano, Mary Reeser ha già fatto ritorno nella sua abitazione , prendendo 2 pillole di sonnifero e forse altre 2, per potersi addormentare, andando a letto presto. Alle 5 del mattino, la signora Carpenter, sua padrona di casa, sente un lieve odore di fumo nell’aria,attribuendone l’origine ad un surriscaldamento della pompa dell’acqua giù in garage, che riesce a riparare. Alle 8 di mattina, riceve un telegramma per la signora Reeser e,  dopo aver notato che la donna non risponde ai suoi ripetuti richiami, chiede a due imbianchini che si trovano in strada di aiutarla ad aprire la porta dell’appartamento della vittima. Quello che il vice comandante dei pompieri si trova di fronte ha davvero dell’incredibile : un’area carbonizzata di 120-150 cm, in cui si intravedono delle molle di una poltrona annerita per via dell’incendio, un fegato carbonizzato attaccato ad un pezzo di spina dorsale, un piede intatto con pantofola di raso nero, un teschio rattrappito ridotto a palla da baseball in un cumulo di cenere.

La diagnosi di allora fu quella che la povera signora Reeser si era addormentata con la sigaretta accesa e la sua vestaglia aveva preso fuoco. AUTOCOMB2Molti continuano a credere che questo sia un caso di autocombustione umana e molte sono le teorie che aleggiano intorno a questo fenomeno paranormale. Negli ambienti scientifici, si cerca di spiegare l’SHC  con il cosiddetto “effetto stoppino“: si pensi ad un uomo vestito a strati di indumenti, i quali funzionerebbero da stoppino, facendo bruciare i grassi corporei. Il fuoco, quindi, è generato dall’interno del corpo. Alcuni scienziati parlano di una probabile esplosione di cellule: partendo dai mitocondri, ossia dalle centraline energetiche delle cellule, che producono energia in tutto il corpo, se venisse prodotta una quantità eccessiva di energia, l’ossigeno e l’idrogeno contenuto esploderebbero.Basti pensare che questi due elementi sono miscelati accuratamente nei reattori dello Space Shuttle per la partenza. Se questi due elementi esplodessero, si avrebbe una reazione a catena tra cellule che trasformerebbe il corpo della vittima in un cumulo di cenere, con fiamma blu. Casi del genere sono davvero inspiegabili poichè il corpo umano, essendo formato all’80% da acqua, è difficile da bruciare e un forno crematorio impiegherebbe 8 ore con temperature di 900 gradi, temperature quindi elevatissime, per bruciare un cadavere ma comunque le ossa rimanenti verrebbero poi frantumate con il Cremuletor, una macchina ad hoc, che riduce a cenere grigia i resti della cremazione.

BIMBO BRUCIATOUn corpo quindi, potrebbe ardere da solo a temperature ben più elevate, almeno a 2500 gradi. Altra caratteristica dell’autocombustione umana è che solo la zona  interessata dal fuoco è ristretta al solo corpo poverizzato  e a distanze comprese tra i 120 e i 250 cm con un altezza di un metro.  Nonostante in alcuni casi l’autocombustione venisse addebitata all’assunzione di alcool o di medicinali, si è notato che essa ha colpito anche astemi totali o persone che non facevano uso di medicinali. Recentemente i giornali e i media hanno parlato del piccolo Rahul, un neonato indiano di due mesi e mezzo che ha preso fuoco ben 4 volte senza cause esterne di innesco. Il piccolo è stato  ricoverato al Kilipauk Medical College Hospital di Chennai, dopo che le fiamme hanno arso la sua pelle. Secondo Kalpesh Gajiuda. specialista del Tata Memorial Hospital di Mumbai, la causa del fenomeno di autocombustione che ha interessato il povero Rahul è da individuarsi in alcuni particolari batteri dell’intestino che convertono il cibo in metano,sostanza combustibile. Intanto i medici sono alla ricerca del gas combustibile e la SHC resta un mistero.