Caldo e problemi di acqua, boom di richieste per i rabdomanti in tutt’Italia

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rabdomante_vallemontCon il caldo torrido di questi giorni, per qualcuno, e’ scattata la caccia all’acqua. Scoprire un corso d’acqua che scorre nel proprio terreno, infatti, a volte puo’ essere determinante, per esempio per chi gestisce un’impresa agricola, e deve fare i conti con problemi di irrigazione e animali stremati dalla sete. Cosi’, e’ proprio in questo periodo che aumentano le chiamate per chi della ricerca di acqua, secondo un metodo praticato fin dall’antichita’ ma non riconosciuto dalla scienza, fa una missione: il rabdomante. Una figura piu’ unica che rara nel nostro paese, come assicura Luigi Cantonati, che, nonostante un’azienda agricola ben avviata a Villa Rendena (Trento), viene spesso contattato da privati e amministrazioni pubbliche proprio per le sue doti di rabdomante. “Mi chiamano da tutta Italia – racconta a Labitalia – e anche dall’estero, perche’ siamo veramente pochi ad avere questo dono. In questo periodo le chiamate aumentano, ma siamo nella media degli altri anni. Il vero problema e’ che poi la burocrazia blocca tutto. Molti privati, aziende agricole ma anche industrie che hanno bisogno di acqua, chiedono il mio intervento, ma per ottenere il permesso per fare una perforazione ci vogliono almeno 60 giorni”. I piu’ previdenti, pero’, si muovono per tempo. “Sono interventi che vanno programmati. L’ideale e’ cominciare fin dall’inverno cone le esplorazioni, per poi intervenire a primavera per assicurarsi l’acqua in estate”, dice. Con la sua tecnica, il rabdomante e’ in grado di individuare la presenza di acqua nel sottosuolo ovunque sia ubicata l’azienda, l’abitazione o il luogo di bisogno; stabilire quale sia lo scorrimento e il suo orientamento; stabilire la sua dimensione come inizio-centro-fine falda in superficie; stabilire il centro della falda in superficie; stabilire la profondita’ di scorrimento della falda d’acqua; individuare la posizione dove scavare il pozzo; individuare, in caso di piu’ falde presenti sulla stessa superficie, quale sia la migliore; individuare la presenza di acque termali e minerali; indicare, sulla base della mia esperienza, i punti dove fare i pozzi per bonificare aree di scavi sommerse dalle acque. “Quando arrivo sul posto – spiega Luigi Cantonati – impugno la bacchetta e ruotando su me stesso faccio un giro d’orizzonte di 360 gradi. Questo mi consente di individuare la direzione nella quale dirigermi per incrociare la falda. Nel caso di piu’ falde in punti diversi, mi dirigo verso la migliore. Localizzata la falda, segno il punto d’inizio e fine e poi individuo lo scorrimento. Con precisione segno il centro della falda stessa usando due ferri a forma di ‘L’ che, muovendosi nelle mie mani, si incrociano esattamente in quel punto. Mi posiziono sopra questo punto (che va picchettato) e determino la profondita’ dell’acqua”. “Questo lavoro – assicura – mi richiede massima concentrazione e dispendio d’energia. Dal calcolo delle ‘battute’ riesco a determinare con buona precisione la profondita’ della falda e la sua portata. Il margine d’errore si aggira sul 20%. Esattamente in questo punto va trivellato il pozzo”. In generale, i rabdomanti fanno uso di particolari bacchette e, in certi casi, di un pendolino. Le bacchette piu’ comuni sono a forma di ‘Y’ e sono costituite di materiale flessibile, quale giunco o, in certi casi, plastica. Il rabdomante impugna la bacchetta per i rami laterali tenendo i pugni chiusi con i pollici verso l’esterno. Quando crede di avvicinarsi all’obiettivo della sua ricerca, la terza estremita’ della bacchetta comincia a oscillare e in certi casi compie delle rotazioni complete dall’alto verso il basso o in senso opposto. Un secondo tipo di bacchette e’ invece a forma di ‘L’. In genere, in entrambi i pugni si tiene il ramo piu’ corto della bacchetta. Quest’ultimo e’ spesso rivestito da un tubetto coassiale, all’interno del quale la bacchetta puo’ liberamente ruotare. Tenendo i pugni verticali e il ramo piu’ lungo della bacchetta orizzontale, il rabdomante si fa guidare da quest’ultimo che, a suo dire, indica la direzione del suo obiettivo. I rabdomanti sostengono di sentire particolari ‘vibrazioni’ e le bacchette agirebbero da antenne.