Caldo, notti tropicali in Emilia: a Modena afa come in Arizona! I dati

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caldo1Sono le “notti tropicali” il segno dominante di questa stagione che si avvia, secondo gli esperti dell’Osservatorio Geofisico del Dipartimento di Ingegneria “Enzo Ferrari” dell’Universita’ degli studi di Modena e Reggio Emilia, a essere ricordata come una delle estati piu’ “bollenti”. Un caldo cosi’ solo in Arizona, in Egitto e nel deserto del Mojave. “Quasi clamorose”, secondo gli esperti, le temperature minime in montagna, con 21.8 gradi a Ospitale di Fanano, 22.7 gradi a Canevare a 1.300 m di quota e, addirittura, 24 gradi a Sestola.   “E’ incredibile – ha affermato Luca Lombroso dell’Osservatorio Geofisico universitario di Modena – che la ‘notte tropicale’ arrivi a 1.300 metri di quota, con temperature perfino superiori a quasi tutta la pianura, citta’ escluse”. Ieri in realta’ le minime in pianura sono state circa un grado inferiori rispetto ai giorni precedenti, ma la flessione e’ stata solo illusoria. Il caldo notturno in quota ne era la premessa e, durante la giornata, i termometri hanno evidenziato un balzo in avanti rispetto al giorno precedente, tanto che presso la stazione storica dell’Osservatorio Geofisico universitario Modena, in centro, la colonnina e’ salita fino a 35.8 gradi, mentre in periferia, dove e’ installata l’altra stazione di rilevazione al Campus di via Vignolese il termometro ha raggiunto valori da “febbrone”, con un massimo di 38.4 gradi e questo nonostante la presenza di banchi di nubi nel cielo che – a tratti – hanno attenuato il soleggiamento. Cosi’ come curiosita’, Modena nella giornata di mercoledi’ ha fatto registrare temperature pari alle piu’ calde localita’ dell’Arizona e fra le piu’ calde stazioni meteo del deserto del Mojave e dell’Egitto, e non sfigurerebbe quanto a caldo con l’Arabia Saudita.  “Questa estate, partita in sordina – ha detto Lombroso – sta cosi’ entrando nel novero delle ondate di caldo piu’ intense mai registrate a Modena. Da un confronto ancora statisticamente incompleto e parziale si vede che il conteggio dei ‘giorni bollenti’ con almeno 36 gradi presso l’Osservatorio di Piazza Roma ha raggiunto quota 5, come in quella nel 1983, avvicinandosi ormai al 2011 e 2012 quando se ne contarono 6. Mentre nel 2003 furono 9 i giorni con oltre trentasei gradi in citta'”. Meno straordinario, per ora, il conteggio dei giorni del 2013 oltre i 30 gradi: siamo a quota 43. “E’ notevole, pero’, il fatto che sono 23 giorni consecutivi – fa notare il meteorologo Lombroso – che il termometro supera questa soglia e al Campus di Ingegneria, e dunque in periferia, siamo sopra ai 30 gradi addirittura dallo scorso 8 luglio senza alcuna interruzione. E’ opportuno al momento fermare l’analisi e i confronti a questo livello e attendere per i bilanci definitivi, poiche’ ci sara’ da sbizzarrirsi fra anomalie varie ed eventuali record, in quanto la fine estate e’ ancora lontana!”. L’ondata di caldo intenso e’ agli sgoccioli, non cosi’ l’estate. “In verita’ – ha avvertito Lombroso – dovremo soffrire ancora 24-36 ore, fino a oggi, quando prima del cedimento della ‘bolla africana’, che ci sovrasta, i venti di scirocco e, in parte, il vento di fohn appenninico ci daranno ancora temperature ‘bollenti’. Difficile stabilire con esattezza se toccheremo di nuovo i record annuali, ma e’ probabile che ci andremo molto vicino, alcuni modelli infatti indicano per domani temperature ‘inconcepibili’, ma la zona rovente sembra piu’ sulla Romagna, al margine di Modena e Bologna: tutto si gioca in alitate dei caldi venti di scirocco e libeccio e nel garbino”.