Geyser Fiumicino: fuoriuscita di gas naturale di origine profonda facilitata da lavori di messa a norma

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geyser fiumicinoStamattina il sindaco Esterino Montino ha effettuato un sopralluogo a Fiumicino presso la rotonda di via Coccia di Morto nel punto in cui sabato scorso è comparso il soffione di gas: “Allo stato attuale non c’è alcun pericolo per l’incolumità pubblica“, ha dichiarato Montino. L’ipotesi più accreditata è che la fuoriuscita del gas naturale sia stata facilitata dalla messa a norma di alcune condutture dell’Italgas. “Ci stiamo attenendo scrupolosamente alle indicazioni dettate dai vigili del fuoco e dagli studiosi dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e dell’Università Roma Tre“, ha spiegato il sindaco, aggiungendo: “Naturalmente il sito va controllato, monitorato e vigilato affinché nessuno entri all’interno della recinzione“. E “per quanto riguarda le cause che hanno scatenato il fenomeno – ha precisato il sindaco – possiamo scartare l`ipotesi che a generare questo soffione siano stati i carotaggi per il sottopasso come qualche esponente dell’opposizione ha strumentalmente provato a sostenere“. Oggi, infatti, il sindaco ha riunito l’assessore ai Lavori Pubblici Caroccia, l’Istituto Nazionale di geofisica e Vulcanologia, l’Università Roma 3, la polizia di stato, la Raffineria di Roma, l’Italgas, la Protezione Civile del comune di Fiumicino. E “l’ipotesi, condivisa anche dagli studiosi presenti, è che la fuoriuscita del gas naturale sia stata facilitata dalla messa a norma, dovuta per legge, di alcune condutture dell’Italgas effettuate proprio all’interno della rotonda di viale Coccia di Morto qualche giorno fa“. INGVL’operazione, infatti, ha richiesto una perforazione effettuata a una profondità abbastanza significativa che, “con ogni probabilità, ha contribuito alla manifestazione del fenomeno“, ha spiegato Montino. Riguardo al sottopasso il sindaco ha sottolineato che i sondaggi sono in corso, ma dall’altra parte del Tevere, nei pressi di Villa Guglielmi, a una profondità di 30 metri, per verificare lo stato del sottosuolo. Intanto l’amministrazione, insieme agli esperti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e dell’Università Roma 3, “continua a monitorare” il soffione di gas spuntato a via Coccia di Morto, “in vista degli interventi appropriati da attuare una volta conclusa la relazione tecnico-scientifica“. Nella riunione di oggi gli esperti hanno anche precisato che non si tratta di biogas, “bensì di gas di origine profonda, composto fino al 90 per cento da anidride carbonica, una piccola percentuale di metano e di idrogeno solforato“, e “per la particolare conformazione del sottosuolo nei pressi del delta del Tevere, si tratta di fuoriuscite di gas naturale che si sono già verificate nel 2010 e negli anni precedenti“.