Henrietta Lacks, finalmente raggiunto l’accordo sulle “cellule immortali”

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tumblr_mk66fiH19p1qfaw7uo1_500E’ pubblico e consultabile dalla comunita’ scientifica internazionale il genoma delle cellule ‘HeLa’. Si tratta della prima linea cellulare al mondo praticamente immortale, prodotta nel 1951 a partire dal tessuto tumorale di Henrietta Lacks, donna afroamericana morta all’eta’ di 31 anni per un cancro al collo dell’utero, non immaginando che sarebbe diventata la fonte di uno strumento chiave per la ricerca anticancro. Un business multi-milionario del quale i familiari di Henrietta, che lavorava nei campi di tabacco della Virginia come i suoi antenati schiavi, non hanno beneficiato in alcun modo, senza poter avere voce in capitolo sulla gestione dei dati relativi alla loro cara. Almeno finora. Adesso, infatti, dopo anni di controversie e dibattiti sull’etica della scienza – alimentati e portati a conoscenza del grande pubblico nel 2010 grazie a un libro pubblicato nella collana dei New York Times bestsellers a firma da Rebecca Skloot, intitolato ‘La vita immortale di Henrietta Lacks’ – i National Institutes of Health (Nih) statunitensi annunciano di avere raggiunto per la prima volta un accordo con la famiglia Lacks, per la gestione dei dati genetici delle cellule HeLa. I parenti della donna, comunica Larry Thompson, responsabile comunicazione del National Human Genome Research Institute, parte degli Nih, hanno capito che non si puo’ fermare il progresso scientifico e tecnologico. E che, dopo i traguardi raggiunti dalla ricerca genetica, per cui in teoria chiunque puo’ sequenziare il Dna cellulare ed entrare in possesso di dati sensibili, “non e’ piu’ possibile rimettere il genio dentro la bottiglia”. Ora pero’, dopo una lunga trattativa con i vertici degli istituti Usa, la famiglia di Henrietta potra’ dire la sua: due discendenti della donna entrano a far parte del comitato scientifico Nih incaricato di approvare e decidere l’assegnazione di finanziamenti a studi sulle cellule HeLa.
Henrietta-Lacks-gravestone-05.30.10-copyright-David-J-Kroll1Sulla storia di Henrietta i riflettori sono tornati ad accendersi nel marzo scorso, quando un’e’quipe di scienziati del Laboratorio europeo di biologia molecolare (Embl) di Heidelberg, in Germania, pubblico’ online la sequenza e l’analisi del genoma di un grupo di cellule HeLa. L’articolo scateno’ le ire della famiglia e le proteste della Skloot in un editoriale infuocato. “Immaginate – scriveva la giornalista autrice del libro su Henrietta – se qualcuno, in segreto, inviasse il vostro Dna a una delle piu’ grandi compagnie che promettono di svelarvi cosa i vostri geni dicono di voi. Ecco, ora immaginate che queste informazioni genetiche vengano postate online con il vostro nome accanto”. La protesta monto’ e gli scienziati ritirarono volontariamente la pubblicazione, scusandosi. Adesso, pero’, dopo l’accordo tra i familiari della donna e gli Nih, la versione finale dell’articolo viene pubblicata su ‘G3: Genes, Genomes, Genetics’, rivista a libero accesso della Genetics Society of America. I dati del genoma delle cellule HeLa saranno disponibili a tutti gli scienziati attraverso il Database dei genotipi e dei genotipi del National Center for Biotechnology Informazione (Ncbi). Contemporaneamente, su ‘Nature’ compaiono oggi lo studio di un gruppo di scienziati dell’universita’ di Washington, che ha disegnato il primo ‘ritratto’ completo del genoma delle cellule HeLa, e un editoriale di commento in cui il direttore degli Nih Francis S. Collins, e Kathy L. Hudson, Deputy Director Nih for Science, Outreach and Policy, raccontano la loro trattativa con la famiglia Lacks e l’accordo raggiunto.
Golden gene in DNAHenrietta Lacks e’ diventata, suo malgrado, una celebrita’ della scienza grazie alle caratteristiche uniche delle cellule prelevate dal tumore che l’ha uccisa piu’ di 60 anni fa, e che ancora oggi sopravvivono e si moltiplicano ‘in provetta’. Durante una biopsia praticata all’epoca senza un adeguato consenso, alla donna furono prelevate cellule tumorali uterine e ai medici fu subito chiaro di avere trovato un tesoro: se prima d’allora tutti i tentativi per coltivare in laboratorio cellule tumorali erano falliti, le cellule di Henrietta erano invece in grado di riprodurre un’intera generazione ogni 24 ore. Questo perche’ contengono 82 cromosomi invece delle 46 del ‘corredo’ normale, a causa di una mutazione indotta dal Papillomavirus umano (Hpv, il microrganismo responsabile del cancro alla cervice uterina) sulla telomerasi, l’enzima della longevita’.
X-Ray DnaGli scienziati dell’universita’ di Washington guidati da Jay Shendure, autori di fatto del primo studio pubblicato con il benestare della famiglia Lacks, spiegano che la loro ricerca su Nature fa luce sulle ragioni che rendono uniche le cellule HeLa. I loro risultati, sostengono, potranno rivelarsi utili anche ad altri ricercatori impegnati nello studio di linee cellulari immortalizzate. “Capire la natura unica del genoma delle HeLa e’ importante per guidare i futuri studi su queste cellule”, commenta dal canto suo Brenda Andrews, editor-in-chief di G3 che ha pubblicato la versione finale dello studio europeo contestato nei mesi scorsi. “Siamo molto felici che G3 sia in grado di pubblicare questi dati e di metterli a disposizione degli scienziati di tutto il mondo”, chiosa Adam Fagen, direttore esecutivo della Genetics Society of America. “La famiglia Lack – conclude – ha consentito un importante passo avanti permettendo che le cellule HeLa continuino a catalizzare il progresso della ricerca biomedica”.