Il Monsone di Guinea porta le piogge e i temporali sul Sahara occidentale, colpiti soprattutto i rilievi dell’Ahaggar

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WestAfrica.A2013211.1140.2kmProprio a cavallo fra la fine di Luglio e la prima decade di Agosto, le piogge “zenitali” portate dall’avanzamento dell’umido flusso marittimo del cosiddetto “Monsone di Guinea”, hanno raggiunto il loro massimo posizionamento settentrionale, sconfinando fin sulle aree desertiche del Sahara occidentale, dove nei giorni scorsi si sono verificati dei rovesci e dei temporali sparsi che hanno ben irrorato alcune aree della Mauritania orientale e del Mali settentrionale. Nel corso delle ultime due settimane il famoso “fronte di convergenza intertropicale”, seguendo i passaggi “zenitali” del sole sopra i territori dell’Africa centro-settentrionale, si è innalzato ulteriormente verso latitudini più settentrionali, mantenendo una vivace attività convettiva lungo tutta la fascia saheliana, dove quasi quotidianamente, lungo la linea di convergenza nei bassi strati, fra le umide e temperate masse d’aria oceaniche sub-equatoriali del “Monsone di Guinea” (venti al suolo da SO o S-SO) e i più secchi e caldi venti di “Hartmattan” (venti al suolo da E-NE), si sono sviluppati intensi “Cluster temporaleschi” e sistemi temporaleschi a “Multicella” che dal South Sudan e dall’altopiano Etiope si sono mossi in direzione del sud del Ciad, del Niger centro-meridionale, della Nigeria, per propagarsi successivamente verso l’Africa occidentale.

2974290054_f910139e69_zLa presenza nei bassi strati dell’umida circolazione da Sud e S-SO, legata al “Monsone di Guinea”, che si propaga fino ai 19° 20° di latitudine Nord, quasi ai limiti con la fascia desertica sahariana dove dominano i caldi e secchi venti orientali da E-NE di “Harmattan” che spesso producono tempeste di polvere in buona parte del Sahara, causa anche una perenne condizione di “Wind Shear verticale” su buona parte dell’Africa centro-settentrionale, data la presenza nella media troposfera delle tese correnti orientali dell’“African easterly jet” che attraversano, da est ad ovest, l’intera fascia tropicale del continente africano. Il notevole “Wind Shear” esalta l’azione di divergenza delle correnti aeree favorendo la nascita di sistemi temporaleschi a mesoscala che possono divenire molto estesi e piuttosto potenti, come quelli che in questi ultimi giorni hanno interessato il South Sudan e l’area del Darfur, dove si sono verificate intense precipitazioni a sfogo temporalesco, con fulminazioni a fondoscala che si sono estese su un’estesa area geografica.

Road to Olgii through the Black desert Bayan Olgii MongoliaMolti di questi temporali, durante la fase di sviluppo, tendono ad essere caratterizzati da vari “Overshooting“, una specie di “cupola” che si può osservare al di sopra dell’incudine del cumulonembo per diversi minuti. In genere il suo sviluppo può indicare la presenza di fenomeni temporaleschi molto intensi. Dalle immagini satellitari in visibile è facilmente osservabile durante le prime ore del mattino e poco prima del tramonto, quando i raggi del sole estremamente bassi sull’orizzonte prolungano l’ombra dell’”Overshooting top” sulla sommità del cumulonembo. L’”Overshooting top” viene generato in condizioni di forte instabilità da un “updraft” (corrente ascensionale che alimenta il temporale) molto violento, in velocissima ascesa, che riesce a sfondare il limite della tropopausa. Tale corrente ascensionale è talmente violenta da riuscire a sconfinare fin sulla bassa stratosfera, dando cosi luogo ad una protuberanza della sommità del Cumulonembo che si può sollevare fino al limite dell’inversione termica stratosferica che origina l’inibizione dei moti convettivi. Nella giornata di ieri un massiccio sistema convettivo a “Multicella”, nato dall’interazione di varie “Celle temporalesche” autonome, si è sviluppato sul Mali centro-orientale, dando luogo a forti rovesci di pioggia e temporali, anche intensi, e accompagnati da una intensa attività elettrica e da forti colpi di vento, legati ai “downbursts”.

104335,xcitefun-dasht-e-lut-7A Kenieba i forti rovesci sono riusciti a scaricare fino a 32.5 mm. Oltre 17 mm di pioggia sono caduti a Nioro Du Sahel, dopo i 37 mm del giorno precedente, mentre 13 mm sono stati accumulati a Niara. Sempre in Mali vanno segnalati i 10 mm di Kayes e i 7 mm di Bougouni. Ma nel tardo pomeriggio di ieri dei temporali piuttosto intensi si sono formati anche nel sud del deserto algerino, attorno la regione montuosa dell’Ahaggar, territori abitati dai “tuareg”, il popolo nomade del deserto. Questi temporali, che si sono sviluppati in prossimità dei monti dell’Ahaggar nel corso del tardo pomeriggio, hanno prodotto dei rovesci localmente intensi, ma di breve durata. Notevoli sono i 26 mm caduti nel tardo pomeriggio di ieri a Tintarabine, a circa 1105 metri di altezza, e i 21.1 mm caduti ai 2680 metri di Assekrem, nel cuore dell’Ahaggar, in pieno Sahara occidentale. L’acqua caduta è stata accolta come una benedizione dalle popolazioni locali. Intanto nei prossimi giorni altri imponenti sistemi temporaleschi si formeranno a ridosso della regione saheliana, fra South Sudan, Ciad, Niger e Mali. Alcuni di questi sistemi convettivi, giunti in corrispondenza del Sahel occidentale verranno intercettati dall’“African easterly jet”, la “corrente a getto tropicale orientale” che scorre in alta quota (oltre i 3000-4000 metri) sopra l’Africa centro-settentrionale, che li spingerà sull’Atlantico tropicale come “tropical waves”, ossia perturbazioni tropicali prive di rotazione che possono evolversi in depressioni o tempeste tropicali a contatto con acque superficiali di oltre i +26.5°C +27°C.