Incendio Laconi, adesso rischiano anche i cavalli del Sardidano

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cavalli del SardidanoNon si fermano le polemiche dopo gli incendi che hanno ridotto in cenere 2500 ettari di bosco e macchia mediterranea a Laconi (Or), Isili e Nurallao il 7 e l’8 agosto scorso. Un fronte di fuoco di 11 km che ha messo a rischio non solo il paese e il parco urbano piu’ grande d’Italia, il parco Aymerich, ma anche la popolazione dei cavalli del Sardidano, una delle popolazioni equine selvatiche piu’ antiche al mondo che ha trovato, a seguito dell’iscrizione nel Registro Anagrafico delle etnie locali, riconoscimento ufficiale tra le razze autoctone. ”I cavalli non stanno bene”, spiega all’Adnkronos il sindaco di Laconi. Il primo cittadino Paolo Pisu, dopo le critiche al governo per la vendita di tre aerei di Stato per comprare Canadair antincendio, definendolo un intervento ”all’italiana per non tagliare gli F35”, ora e’ preoccupato per la sopravvivenza dei cavalli selvatici del Sarcidano. ”La direzione dell’Ente foreste della Sardegna non esiste – spiega – perche’ non risponde alle esigenze dei cavalli ed alle indicazioni che vengono date dal comune, dall’Universita’ di Sassari e dal Dipartimento ippico dell’Agris, essendo il quarto contraente della convenzione per la tutela e la valorizzazione dei cavalli del Sarcidano. I cavalli che vivono nel nostro territorio abitano una superficie di terreno esigua e sono sovrannumero. La convenzione per intervenire seriamente sulla popolazione dei cavalli non e’ stata ratificata dall’Ente Foreste, nonostante ultimamente gli abbiamo rimandato la convenzione aggiornata cosi’ come l’ente la voleva”. ”Ho chiesto con lettera ufficiale ai vertici dell’Ente – spiega Pisu – un incontro per accelerare la firma della convenzione per la loro tutela, senza la quale non si puo’ fare alcun intervento”. L’allarme e’ per il sovrannumero: anzi che avere una popolazione di 60-80 individui sui terreni di Santa Sofia, ne vivono oltre un centinaio con morie registrate anche quest’inverno. E le condizioni, a Santa Sofia, dopo l’incendio sono ormai disperate. ”Finora – prosegue Pisu – abbiamo tenuto un profilo basso, ma ora non se ne puo’ piu’. Qui c’e’ una responsabilita’ precisa e chiedo all’Assessore dell’Ambiente della Regione sarda di intervenire con urgenza per darci una risposta immediata e definitiva su questo problema ormai improcrastinabile”. “Se avessimo avuto una risposta alle nostre sollecitazioni non avremo avuto morie quest’inverno e i problemi di oggi senza il pascolo bruciato dall’incendio. Ora sono parzialmente sotto controllo nelle zone non incendiate, ma il loro territorio e’ fortemente compromesso. Ne abbiamo avvistato un branco – spiega Pisu – tra il bruciato e il bosco, disperato in cerca di acqua e pascolo”.  La storia del Cavallo del Sarcidano sembra coincidere con le origini del cavallo moderno. Il patrimonio genetico di questa razza e’ una vera e propria miniera d’informazioni che potrebbe fornire dati fondamentali per la ricostruzione dell’evoluzione del cavallo stesso. Studi genetici hanno messo in evidenza l’estraneita’ del cavallo del Sarcidano con le altre popolazioni equine italiane. La proprieta’ di questi cavalli e’ attualmente divisa tra quella privata e quella pubblica. Un gruppo e’ stato donato all’Amministrazione comunale di Laconi che li detiene al pascolo nella foresta Funtana ‘e Mela. Un secondo gruppo ceduto dalla famiglia Corongiu e’ attualmente di proprieta’ della famiglia Piseddu di Laconi che li alleva sull’altopiano del Sarcidano. Infine un terzo gruppo viene allevato presso il centro di allevamento ”Foresta Burgos” del Dipartimento per la ricerca Ippica di Agris Sardegna. La marcata sproporzione tra i sessi e’ attualmente evidente nei gruppi allevati dove il numero dei soggetti di sesso maschile e’ ridottissimo. In tale situazione si favorisce la consanguineita’ ed anche il meticciamento con conseguente perdita del patrimonio genetico che ha un valore inestimabile.