La cometa ISON è troppo debole: al perielio rischia la disgregazione

MeteoWeb
Credit: Bruce Gary
Credit: Bruce Gary

La cometa ISON è stata per lungo tempo candidata a divenire l’astro chiomato del secolo, grazie alla sua grande luminosità mostrata nei primi mesi di osservazioni e alle analogie orbitali con la grande cometa del 1680. In realtà, da un pò di tempo la sua curva di luce non “decolla”, mantenendosi stabile ad una magnitudine meno brillante rispetto alle previsioni. Un altro duro colpo a chi sperava di osservare l’evento, lo ha inferto Bruce Gary, astrofilo dell’Arizona che per primo ha ripreso ISON dopo essersi resa invisibile a causa del bagliore solare. Sovrapponendo le immagini acquisite con un telescopio da 11 pollici, puntato a soli 6 sopra l’orizzonte dell’alba orientale, è riuscito a registrare una macchia confusa di luce con una breve coda. La magnitudine stimata dell’astro è di appena +14.3, almeno un paio di magnitudini in più rispetto alle previsioni. Secondo gli esperti che ne hanno analizzato l’immagine, la cometa ISON ha poche possibilità di non essere disgregata al passaggio ravvicinato con la nostra stella che avverrà il prossimo 28 Novembre 2013. “ISON non ha alcuna possibilità di sopravvivere al suo perielio“, sostiene il noto osservatore di comete John Bortle. “Il fatto che l’astro continui ad apparire debole, è sinonimo di un nucleo piccolo e relativamente inattivo“, spiega. Naturalmente tali previsioni si basano esclusivamente sulle immagini sin qui acquisite, ma nelle prossime settimane, man mano che l’astro si sposterà dall’intenso bagliore solare, i telescopi di tutto il mondo, compresi quelli spaziali, ci forniranno una migliore e più concreta valutazione. Alla luce dell’esperienza dei ricercatori, tuttavia, è ormai quasi certo che l’evento del secolo è rinviato a data da destinarsi.