La ricerca di altre civiltà evolute nell’Universo: un mistero ancora irrisolto

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radiotelescopioLa domanda se “siamo o no da soli nell’Universo” non ha ancora avuto risposta. Nonostante la probabilità elevatissima di altre specie viventi evolute nell’universo, la sua vastità non ci consente di poter avere delle prove concrete. In ogni momento sofisticati radiotelescopi ascoltano il cosmo sino alle sue profondità conosciute, in attesa di un segnale radio proveniente da una civiltà extraterrestre. Gli scienziati e gli ingegneri sviluppano quotidianamente nuove idee per migliorare le prestazioni di questi strumenti, composti da grandi antenne puntate verso le stelle. Oggi sappiamo che alcune frequenze possono viaggiare attraverso grandi distanze nello spazio, ed è questo uno dei motivi che ha spinto alla nascita della moderna radioastronomia. Nonostante l’alta considerazione verso nuovi modi e tecniche, è il suono il modo più ricercato allo scopo. Un’alternativa sviluppata dal SETI, comporta la ricerca di brevi impulsi laser ad altà intensità. Sembra infatti ragionevole pensare che anche altri pianeti abitati da civiltà evolute, abbiamo sperimentato la crescita della tecnologia ottica e laser per le comunicazioni, aventi anche dei vantaggi rispetto alle trasmissioni radio.

TelescopioTra i modi migliori di trasmissione ci sarebbero i neutrini, di cui ancora oggi non abbiamo una piena comprensione. Si tratta di particelle subatomiche quasi prive di massa, che possono viaggiare attraverso gli oggetti in maniera quasi irreale. Vengono prodotti naturalmente dalle stelle, ma anche artificialmente dagli acceleratori di particelle sulla Terra, e sono difficili da rilevare. La loro rilevazione richiede tanti attrezzi complessi ed è quindi difficile lavorarci. E’ il motivo principale per cui nessuno li utilizza per le comunicazioni terrestri. Tra gli altri modi presi in considerazione esistono le onde gravitazionali, deformazioni dello spazio-tempo prodotte da oggetti di grandi dimensioni che noi riusciamo ad individuare grazie alla prospettiva rispetto alla nostra visuale. Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di un metodo ai margini della nostra ricerca. Non saremmo certamente in grado di percepire segnali provenienti con questo metodo.

Credit: David A. Aguilar (CfA)
Credit: David A. Aguilar (CfA)

Queste tecniche soffrono di un problema comune: possono essere generate sia naturalmente che artificialmente. Come potremmo capirne la differenza? Non è un caso se gli astronomi in passato credevano di aver captato segnali extraterrestri artificiali, scoprendo poi successivamente che si trattava di oggetti naturali celesti. La ricerca di pianeti extrasolari in orbita intorno ad altre stelle ha aperto altre opportunità. Gli scienziati hanno già cominciato a cercare la prova di grandi manufatti in uno spazio che potrebbe essere costruito da civiltà extraterrestri. Queste potrebbero includere le cosiddette “sfere di Dyson”, strutture enormi progettate per assorbire e convertire l’energia da una stella in energia utilizzabile. Ma davvero potrebbero esistere forme di vita in grado di costruire qualcosa di così vasto per la nostra mente?
Insomma, gli interrogativi senza risposta sono ancora innumerevoli. Non sappiamo se altre forme di vita ci stanno cercando, e ciò rappresenta una ricerca frustrante per i professionisti del SETI in questa iniziativa verso l’ignoto. Ma forse, un giorno lontano, questa estenuante ricerca darà i suoi frutti. Soltanto allora la civiltà potrà rispondere a molti dei misteri ancora irrisolti.

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