La tempesta tropicale “Fernand” provoca inondazioni e smottamenti nel Messico orientale, dalle coste africane si avvicina una nuova “tropical wave”

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La tropical storm "Fernand" dopo il "landfall" sulle coste orientali messicane
La tropical storm “Fernand” dopo il “landfall” sulle coste orientali messicane

Le coste messicane in questi ultimi giorni sono state letteralmente bersagliate dal passaggio di ben due tempeste tropicale, a distanza di pochi giorni. La tropical storm “Ivo”, nata sul vicino Pacifico orientale, ha effettuato il “landfall” sulla Baja California, apportando forti piogge e mareggiate sulle coste a nord di Cabo San Lucas. Ben più problematico è risultato il “landfall” della tempesta tropicale “Fernand”, sviluppatasi nel weekend sopra le calde acque superficiali del golfo del Messico occidentale. “Fernand” dopo essersi sviluppato sul golfo del Messico ha avuto una vita molto breve, tanto da raggiungere molto velocemente le coste orientali messicane, effettuando il “landfall” definito allo status di tempesta tropicale nei pressi di Veracruz, in meno di 15 ore. Una volta raggiunta la terra ferma la tempesta ha potuto scaricare, con molta calma, forti piogge torrenziali che hanno riversato in poche ore quantitativi d’acqua superiori ai 200-250 mm nelle zone montagnose ad ovest di Veracruz, dove si sono generati dei “flash flood” che hanno inondato intere vallate.

image2Le forti piogge hanno causato anche grossi smottamenti e frane che si sono riversate su villaggi e centri abitativi. Diverse le abitazioni distrutte o gravemente danneggiate dalle colate di fango scivolate lungo i fianchi di queste montagne. Purtroppo a seguito delle inondazioni e degli smottamenti provocati dalle forti piogge di “Fernand” si sono registrati ben 13 morti, e decine di feriti nelle aree montuose ad ovest di Veracruz, nell’est del paese. In poche ore la tropical storm, impattando sulle montagne del vicino entroterra messicano, a causa del notevole attrito esercitato da queste, si è rapidamente indebolita, riducendosi in una depressione tropicale che si è velocemente colmata nella tarda serata di lunedì 26 Agosto, apportando forti rovesci di pioggia e temporali sulle aree più interne del Messico orientale. Fortunatamente la tempesta, interagendo con le catene montuose del Messico orientale, ha perso tutto il suo potenziale originario, evitando conseguenze ancora più disastrose.

gfs_mslp_wind_atltropics_56Oltre alle abbondanti precipitazioni “Fernand”, nella fase del “landfall”, è stato accompagnato anche da venti forti, che hanno toccato punte di oltre gli 80-90 km/h, e mareggiate sulle aree costiere attorno Veracruz, con onde ben sviluppate, alte anche più di 3 metri. Fino ad ora “Fernand” è stata la tempesta tropicale che ha provocato il maggior numero di vittime nell’area del golfo del Messico, in questa estate 2013. Intanto sull’Atlantico tropicale inizia a muoversi qualcosa, dopo giorni di vero piattume. Dalla costa africana occidentale, nel tratto di oceano a largo della Guinea, si è appena staccata una interessante “tropical wave” che al momento si trova localizzata a circa 300 km a sud-ovest delle isole di Capo Verde.

tropical_ge_14km_6hr_wvQuesta “tropical wave” africana, continuando a muoversi verso ovest, in direzione dell’Atlantico centrale, presenta una attività convettiva ancora disorganizzata, solo localmente molto intensa, ed una discreta rotazione, ancora non ben collaudata a tutte le quote. Durante il cammino verso ovest l’intensificazione di questa perturbazione tropicale potrebbe essere in parte disturbata dal “Wind Shear” in quota moderata, ma soprattutto dalla presenza, poco più a nord, di masse d’aria molto secche e cariche di polvere desertica sahariana, spinte dai tesi venti da E-NE e NE che dal Sahara occidentale spirano verso l’Atlantico tropicale (“Harmattan”). Questo flusso molto secco, ancora dominante sopra l’Atlantico tropicale, di sicuro nel corso dei prossimi giorni interferirà con l’intensificazione della “tropical wave”, al punto da inibire l’attività convettiva lungo il margine più settentrionale.

GEIRFra domani e giovedì la “tropical wave” incrocerà un’area di convenzione collegata ad un’”onda di Kelvin” che si sta spostando verso est lungo l’Atlantico tropicale. Questa “onda di Kelvin”, in mezzo all’Atlantico, dovrebbe fungere da alimentazione per il sistema che potrebbe riorganizzarsi, divenendo una depressione tropicale pronta a muoversi nel tratto di oceano ad est delle Piccole Antille, dove si potrà registrare una considerevole intensificazione dei venti, anche a ridosso di queste isole. Molto probabilmente questa perturbazione tropicale, virando più verso nord-nord/ovest ad est delle Piccole Antille durante il weekend, non dovrebbe rappresentare una futura minaccia per le coste sud-orientali degli Stati Uniti. Inoltre l’affondo di un asse di saccatura, poco a largo dell’East Coast, dovrebbe far deviare la potenziale depressione tropicale più verso nord-nord/est, in pieno oceano, impedendo un passaggio più ravvicinato lungo le coste degli USA.