Marea nera, agenzia pubblica cinese di tutela degli oceani sotto accusa

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Marea NeraL’agenzia pubblica cinese incaricata di gestire e tutelare le acque degli oceani è sotto accusa per aver autorizzato la compagnia petrolifera americana ConocoPhillips a riprendere la produzione dopo una fuga di idrocarburi nel 2011. L’Amministrazione Oceani di Stato (SOA) ha confermato al Global Times, quotidiano in linea con il Partito comunista cinese, di essere sotto inchiesta per “errori amministrativi” dopo l’incidente che causò una marea nera sull coste nord-orientali della Cina. Avviene raramente in Cina che un’agenzia pubblica venga chiamata davanti a un tribunale da un’altra organizzazione, in questo caso la All-China Environment Federation, un’organizzazione no profit con il patrocinio del governo. La fuga di idrocarburi era avvenuta nel maggio 2011 da una piattaforma del campo petrolifero offshore di Penglai, nella baia di Bohai (al largo delle coste nord-orientali della Cina), sfruttate congiuntamente da ConocoPhillips e dal suo partner cinese CNOOC. In mare si erano riversati oltre 3.000 barili di petrolio e di grasso (utilizzato per lubrificare i pozzi) che avevano inquinato una superficie marittima di 5.500 chilometri quadrati. La ConocoPhillips dovette pagare 144 milioni di euro per i danni causati dalla fuga. Nonostante il gruppo fosse stato costretto a cessare tutte le attività, la Soa ha autorizzato la ripresa della produzione nel febraio scorso.