Peppoloni (INGV): “all’Italia serve una svolta di Geoetica, è un Paese bello ma fragile”

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Geoitalia 2013L’Italia è una terra bella e fragile. Terremoti, eruzioni, frane, inondazioni ricorrono costantemente, mettendo a repentaglio la vita dei cittadini, le attività produttive ed il patrimonio storico-culturale. In un ambiente fisico così difficile è indispensabile la proficua interazione tra comunità scientifica, mezzi di informazione ed istituzioni, che abbia come obiettivo la difesa del territorio e della gente che lo abita”. Lo ha affermato Silvia Peppoloni dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV). La Geoetica ed il territorio saranno protagonisti a Geoitalia 2013, la kermesse internazionale dedicata alle Geoscienze, organizzata ogni due anni dalla Federazione Italiana di Scienze della Terra e giunta alla sua IX edizione. Quest’anno sede della grande convention sarà la città di Pisa. “E’ possibile nel nostro Paese promuovere e diffondere l’idea del territorio come bene comune da condividere e salvaguardare? A Geoitalia avremo un confronto tra esponenti della scienza – ha proseguito Peppolonidella politica e del mondo dell’informazione, che metta in luce le implicazioni etiche e sociali di ciascuna delle professionalità coinvolte nella difesa dai rischi naturali, ma anche un momento di riflessione sulla necessità di riscoprire il valore del territorio quale elemento fondante della nostra identità e risorsa da tutelare, nella consapevolezza della responsabilità individuale e collettiva che questo comporta”.

Tra gli invitati, saranno presenti l’On. Giuseppe Zamberletti e il Prof.  Stefano Gresta, Presidente dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

Il confronto sulla Geoetica.

Chi abita questo territorio vive nell’attesa di risposte scientifiche, alternando fiducia e diffidenza ad un proverbiale fatalismo. I geologi, in qualsiasi ambito operino – ha concluso Peppolonisono chiamati a svolgere un difficile ruolo nella società, dal momento che le loro attività hanno evidenti implicazioni etiche. Ad essi è affidato il compito di salvaguardare la geodiversità e valorizzare il patrimonio e la cultura geologici, di studiare e gestire le pericolosità del territorio, di informare i cittadini sui rischi naturali, di impegnarsi affinché lo sfruttamento delle georisorse avvenga in modo ecocompatibile. Ma i geologi sono consapevoli di queste responsabilità? Quali misure dovrebbero adottarsi per metterli in condizione di assumersi pienamente l’impegno di servizio alla società?”