Salute: allarme per la decompressione, rischio lesioni cerebrali ad alta quota

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aereoUn forte senso di confusione, apatia e perdita di memoria permanente. Sono i sintomi della malattia da decompressione, che puo’ portare pero’ anche a lesioni cerebrali, e che colpisce con un rischio maggiore i piloti di aerei ad alta quota, che volano oltre i 5.400 metri d’altezza. A rilevarlo e’ un nuovo studio dell’University of Texas di San Antonio (Usa), condotto in collaborazione con l’Us Air Force School of Aerospace Medicine, pubblicato sulla rivista ‘Neurology’. La ricerca ha stabilito che i ‘Top gun’ esaminati “hanno lesioni cerebrali superiori di quasi 4 volte in volume e 3 volte in numero, rispetto ai non piloti”. Questi risultati potranno essere utili anche nella valutazione del rischio per chi svolge attivita’ lavorative in alta montagna o nelle profondita’ marine. Il lavoro ha esaminato 102 piloti dell’ U-2 United States Air Force, specializzati in voli ad alta quota, e 91 non piloti. I partecipanti alla ricerca avevano un’eta’ compresa tra i 26 e i 50 anni e sono stati sottoposti a risonanza magnetica cerebrale. Per gli scienziati “il rischio di andare incontro a una malattia da decompressione tra i piloti dell’Air Force e’ triplicato dal 2006, probabilmente a causa di piu’ frequenti e piu’ lunghi periodi di esposizione ad elevate altitudini. Fino ad oggi pero’ – avvertono gli studiosi – non siamo stati in grado di dimostrare a livello clinico alcun tipo di declino a neurocognitivo permanente”. I due gruppi studiati sono stati a risonanza magnetica cerebrale, che ha misurato l’iperintensita’ della sostanza bianca del cervello e la presenza di lesioni cerebrali associate con il declino della memoria dovuta ad altre malattie neurologiche. Gli scienziati hanno scoperto che mentre le lesioni dei non piloti sono state trovate principalmente nella sostanza bianca frontale, un evento normale nei processi d’invecchiamento, le lesioni dei ‘Top gun’ erano equamente distribuite in tutto il cervello.