Salute, caldo: vertigini per il 30% degli ipertesi

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milano_caldo_afa_2In estate, colpa del caldo e dell’afa, aumentano le vertigini soprattutto tra gli ipertesi. “Il 30% di chi soffre di pressione alta ed assume farmaci per contrastare valori della pressione troppo elevati e’ soggetto ad episodi di vertigine durante i mesi caldi. Mentre l’incidenza nella popolazione italiana delle sindromi vertiginose e’ del 5%“. A spiegarlo all’Adnkronos Salute e’ Stefano Di Girolamo, responsabile dell’Unita’ operativa semplice di audiologia e foniatria dell’Universita’ Tor Vergata di Roma. “Il caldo puo’ favorire giramenti di testa, instabilita’ e vertigini nei soggetti a rischio come, appunto, gli ipertesi – suggerisce l’esperto – che assumono farmaci contro questa patologia cronica“. La vertigine e’ un disturbo nel quale l’individuo ha l’impressione di muoversi nello spazio, soprattutto ruotare su se stesso, o di vedere oggetti che si muovono attorno a lui, di solito con perdita dell’equilibrio. E’ dovuta ad alterazione delle strutture dell’orecchio interno, dove e’ collocato l’apparato che regola l’equilibrio. Questi giramenti vorticosi possono esplodere improvvisamente anche quando si e’ in vacanza. Per curarli pero’ “niente farmaci, ma affidarsi alle cure dello specialista che puo’ intervenire trattando le vertigine con manovre specifiche della testa”, precisa l’esperto. E’ noto che i disturbi dell’equilibrio e dell’orientamento spaziale sono particolarmente presenti nell’anziano: sono il sintomo piu’ frequentemente riferito dai soggetti ‘over’ 75. “Questi disturbi – osserva Di Girolamo – sono solitamente riferiti come delle sensazioni instabilita’ spaziale e possono essere provocati da patologie organiche a carico di sistemi diversi: dal neurologico al vestibolare. O, appunto, dagli effetti collaterali di farmaci che si prendono per contrastare alcune malattie croniche. L’importante – conclude – e’ comunicare i sintomi al proprio medico curante e cercare durante le ore piu’ calde delle giornata di bere e reidratarsi a dovere“.