Salute: cardiologi avvertono, far sesso con l’amante aumenta lo stress e moltiplica rischi attacchi cardiaci

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01-settimana-sesso-lunedi_image_galleryUn documento congiunto redatto ‘a 4 mani’ dai cardiologi della Societa’ europea di cardiologia (European Society of Cardiology, Esc), insieme ai colleghi dell’American Heart Association (Aha) avverte:  cuore e passione vanno d’accordo anche dopo un infarto o un ictus. Con un’unica eccezione: il sesso fuori dal matrimonio va evitato, perche’ aumenta lo stress e moltiplica il rischio di attacchi cardiaci e ricadute. Una sorta di Carta dell’amore dopo l’infarto, la prima che sollecita esplicitamente tutti gli operatori sanitari – spiegando loro come farlo nella pratica – ad affrontare con i tutti i pazienti il capitolo sesso. Sconfiggendo i tabu’ che ancora oggi bloccano medici e malati. Il ‘Consensus paper’ sul sesso per cardiopatici e’ stato gia’ pubblicato sulle riviste ufficiali dei cardiologi europei e americani – European Heart Journal e Circulation – e viene presentato in questi giorni ad Amsterdam, dove si apre oggi il Congresso 2013 dell’Esc, in programma fino a mercoledi’ 4 settembre. “I professionisti sanitari – affermano gli esperti – sono invitati a fornire ai pazienti che hanno avuto un infarto o in ictus consigli sulla ripresa dell’attivita’ sessuale”. Che puo’ e deve essere affrontata, con un ‘pero”: “I pazienti devono essere avvisati che lo stress da sesso extraconiugale potrebbe mettere a rischio la salute delle persone con malattie cardiache”, ammoniscono gli autori del documento. La raccomandazione e’ ora ‘ufficiale’, ma in verita’ non nuova. In uno studio pubblicato l’anno scorso su Circulation, i cardiologi statunitensi avevano gia’ messo in guardia i fedifraghi. Rivolgendosi proprio ai maschi, che per tradire la partner scelgono in genere donne molto piu’ giovani e performanti. L’avviso suonava piu’ o meno cosi’: “Il carico di stress legato all’ansia da prestazione, unita alla cornice extrafamiliare della scappatella, aumenta il rischio di morte improvvisa durante il rapporto sessuale”. Ora gli esperti ribadiscono il messaggio. Dallo studio americano, condotto sui maschi, risultava che su 6 mila morti improvvise registrate, meno dell’1% (0,6%) aveva sorpreso la vittima nel pieno di un incontro intimo. Ma fino al 93% di questi casi, cioe’ “praticamente tutti – evidenzia all’Adnkronos Salute Francesco Maria Bovenzi, presidente dell’Associazione nazionale medici cardiologi ospedalieri (Anmco) – riguardava uomini che stavano avendo un rapporto sessuale extraconiugale, con donne piu’ giovani di loro”. Secondo i cardiologi, con l’unica eccezione del tradimento, dopo un attacco di cuore di media entita’ i pazienti possono riprendere l’attivita’ sessuale gia’ dopo una settimana. Per gradi e con cautela, allo stesso modo con cui possono ricominciare a salire qualche rampa di scale. Nel documento di consenso, per la prima volta, vengono forniti agli operatori sanitari consigli su come informare i pazienti in merito alla ripresa dell’attivita’ sessuale. Raccomandazioni che il camice bianco potra’ poi trasferire sia alle persone reduci da un attacco cardiaco, un ictus, un trapianto di cuore, un impianto di device cardiaco o altri problemi cardiovascolari, sia ai loro partner. Medici e personale sanitario, spiegano i cardiologi di Esc e Aha, dovrebbero: “Valutare di routine tutti i pazienti dopo un evento cardiaco e durante le visite di controllo, per capire se sono sufficientemente in salute da poter riprendere l’attivita’ sessuale; offrire consigli personalizzati e strutturati sulla ripresa dei rapporti, in base alle esigenze e alle condizioni del singolo paziente; discutere delle ‘posizioni’ piu’ raccomandate, o di come avere un’intimita’ con il partner anche senza tornare a un rapporto completo”. Il tutto “indipendentemente da genere, eta’ e orientamento sessuale del paziente”. Insomma, una guerra dichiarata a pudori e pregiudizi. Quanto al possibile impatto dei farmaci sulla sfera sessuale sia dell’uomo che della donna, i pazienti non dovrebbero mai sospendere il medicinale da soli ma parlarne al medico, per capire se il problema intimo e’ legato alla terapia o ad altri fattori, ad esempio una depressione. “I pazienti sono ansiosi e spesso hanno paura che l’attivita’ sessuale possa scatenare un nuovo attacco cardiaco”, osserva Elaine Steinke, autrice principale del documento e docente alla Wichita State University nel Kansas. “Ma spesso – aggiunge – l’argomento sesso non viene nemmeno affrontato per imbarazzo o per disagio”. Oggi, conferma Tiny Jaarsma, professore all’universita’ di Linkoping in Svezia, “ci sono molte barriere e convinzioni sbagliate che inibiscono il dialogo sul sesso. Alcuni operatori pensano che al paziente non interessi essere informato sul tema, ma abbiamo osservato che iniziare a parlarne e’ piu’ semplice per il professionista sanitario che per il malato. La mancanza di tempo o semplicemente il puro imbarazzo – ammonisce l’esperto – non devono rappresentare un alibi per evitare questo argomento, essenziale per il benessere fisico e mentale dei pazienti”. Anche in Italia fra ‘camici bianchi’ e ‘pigiami “parlare di sesso resta un tabu’ – ammette Bovenzi – Non ne parla il medico, ma non lo fa nemmeno il paziente. La propensione ad affrontare il tema e’ scarsa da parte di entrambi, stimabile intorno al 30-40% sia per gli uni che per gli altri”. Invece “l’attivita’ sessuale dopo un evento cardiovascolare puo’ essere ripresa tranquillamente – assicura lo specialista – con gradualita’, sempre seguiti dal medico e dal cardiologo, e nell’ambito della famiglia”. Buone regole dell’amore ‘a misura di cuore’, che “valgono per gli uomini e per le donne. La liberazione di endorfine durante il rapporto e’ pari nei due sessi”, puntualizza il direttore del Dipartimento cardiorespiratorio-Unita’ operativa di cardiologia dell’ospedale Campo di Marte di Lucca. “Fino a un passato troppo recente – conclude – la medicina ha purtroppo considerato l’uomo come paradigma universale per le cure, specie in campo cardiovascolare. Da qualche anno si parla finalmente di medicina di genere. L’interesse cresce e questo nuovo documento ne e’ una prova”.