Salute: contro le malattie intestinali l’anticorpo monoclonale fa da “vigile” controllando il traffico dei globuli bianchi

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INTESTINO Secondo  uno studio pubblicato sul ‘New England Journal of Medicine’ un articorpo monoclonale è come un vigile con paletta e fischietto che controlla il traffico dei globuli bianchi e ferma solo quelli che entrano in modo disordinato nella parete intestinale, scatenando un’infiammazione fuori controllo e causando un danno.  Esso è in grado di bloccare l’infiammazione cronica dell’intestino che colpisce i pazienti affetti da morbo di Crohn e rettocolite ulcerosa. Fra gli autori del lavoro anche uno scienziato dell’Istituto Humanitas di Rozzano, alle porte di Milano: Silvio Danese, medico-ricercatore responsabile del Centro di ricerca per le malattie infiammatorie croniche intestinali. Nei pazienti con queste patologie, le Inflammatory bowel diseases (Ibd) che colpiscono piu’ di 4 milioni di persone nel mondo e circa 200 mila solo in Italia, bloccare i globuli bianchi diretti all’intestino permette di fermare l’infiammazione e quindi la malattia. Partendo da questo presupposto, lo studio ha dimostrato l’efficacia, per la cura delle Ibd, di un anticorpo monoclonale (anti-alfa4 beta7) diretto contro le molecole che guidano in modo specifico i globuli bianchi all’intestino e non in altri punti dell’organismo. “I globuli bianchi – spiega Danese – sono cellule del sangue che svolgono un ruolo molto importante all’interno del nostro corpo: sono infatti deputati a pattugliare l’organismo alla ricerca di eventuali agenti patogeni, fronteggiarli e ripararne i danni. Inoltre, contribuiscono a mantenere il corretto equilibrio con i microbi buoni”. La circolazione dei globuli bianchi nell’organismo e’ regolata da molecole di due diversi tipi. Da una parte le chemochine che guidano i globuli bianchi verso i luoghi che devono raggiungere; dall’altra le molecole adesive che permettono di riconoscere i vasi dei diversi organi, come fossero codici di avviamento postale. La scoperta delle molecole che guidano il traffico dei globuli bianchi ha portato in una trentina d’anni a sviluppare farmaci in grado di bloccare le molecole adesive.

 

Lo studio dimostra che l’anticorpo – il quale agisce sulle molecole adesive che guidano in modo specifico i globuli bianchi all’intestino e non in altri punti dell’organismo – e’ attivo ed efficace nelle malattie infiammatorie dell’intestino. Patologie che, negli ultimi 10 anni, hanno conosciuto un boom. La diagnosi di nuovi casi di Ibd e il numero di ammalati nel Paese sono aumentati di circa venti volte, sottolineano gli esperti in una nota diffusa dall’Humanitas. Queste patologie sono caratterizzate dall’alternarsi di fasi di benessere e periodi di riacutizzazione. La colite ulcerosa colpisce il colon e il retto, mentre la malattia di Crohn puo’ manifestarsi a livello di tutto il canale alimentare, anche se si localizza prevalentemente a livello ileo-colico, nell’ultima parte dell’intestino tenue. “Si tratta di malattie a causa sconosciuta – spiega Danese che lavora in un centro al quale approdano oltre 1.800 pazienti – Fino a 10 anni fa le cure per queste malattie che pregiudicano la vita sociale di chi ne e’ affetto, erano poche. Oggi invece i grandi progressi della terapia medica (nuovi farmaci permettono di controllare l’infiammazione) e chirurgica (chirurgia mini-invasiva applicata anche a questa difficile patologia e maggior attenzione alla minimizzazione delle complicanze) aprono scenari di notevole miglioramento della qualita’ della vita per i nostri pazienti”. Per il trattamento e’ necessario rivolgersi a un centro specializzato: il confronto tra chirurgo e gastroenterologo consente di utilizzare al meglio tutte le armi a disposizione di entrambi gli specialisti.