Salute: crescono del 20-25% all’anno le domande di ritocchi all’apparato genitale. Vediamo le più gettonate!

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APPARATO GENITALE MASCHILEGli uomini italiani sono sempre piu’ ossessionati dalle dimensioni ‘intime’, hanno paura di sentirsi inadeguati e vogliono stupire, non tanto la partner, quanto gli amici. Nei centri specializzati in ritocchi all’apparato genitale, segnala Alessandro Littara, fondatore e responsabile del Centro di medicina sessuale di Milano, “assistiamo a un vero e proprio boom di richieste di interventi maschili. Per l’allungamento o (soprattutto) per l’ingrossamento dell’organo sessuale, o per entrambi contemporaneamente”. La domanda, spiega l’esperto all’Adnkronos Salute, cresce al ritmo del “20-25% all’anno. Solo da noi l’anno scorso siamo arrivati a 300 operazioni”. Piu’ del triplo di quelli sulle donne, in media “meno di 100 l’anno”. E alla base del trend, “il caso di gran lunga piu’ frequente: la sindrome dello spogliatoio”. Il fenomeno e’ internazionale, sottolinea Littara. Accade che “viviamo nella societa’ dell’immagine, con il sesso che diventa spesso argomento da prima pagina – analizza – La conseguenza e’ che sale l’attenzione al problema, e insieme cresce anche il bisogno di sentirsi ‘performanti’ su questo fronte”. D’altra parte, piu’ in generale “continua ad aumentare l’attenzione per il proprio corpo. Tutte le sue parti sono interessate e i genitali non fanno eccezione, anzi sembrano diventare protagonisti”, testimonia lo specialista. Dal 2006 il Centro di medicina sessuale del capoluogo lombardo e’ tra le strutture italiane pioniere del ‘sex design’, la chirurgia intima per lui e per lei. “Quando abbiamo cominciato nessuno sapeva nemmeno di cosa si trattasse – ricorda Littara – Oggi invece i numeri sono in crescita costante soprattutto fra gli uomini”
Ma chi e’ il paziente-tipo che chiede l’aiuto del ‘sex designer’? “L’eta’ media e’ 30-50 anni – risponde Littara – e questo non perche’ fra gli uomini piu’ giovani non ci sia un disagio legato alle dimensioni sessuali, ma fondamentalmente perche’ per affrontare l’operazione si aspetta in genere un’indipendenza economica che arriva solo piu’ tardi”. Per la chirurgia intima al maschile, infatti, “i prezzi sul mercato di un intervento possono andare dai 3 mila ai 7 mila euro”. Per il resto “non esistono significative differenze legate alla provenienza geografica del paziente, e neppure associate al grado scolarita’: i livelli sono molto vari. La cosa piu’ sorprendente, pero’ – fa notare l’esperto – e’ che nella maggior parte dei casi si tratta di persone sposate o con una reazione stabile. E che all’origine della richiesta di ritocco non c’e’ tanto il bisogno di soddisfare la partner, bensi’ l’esigenza di ‘brillare’ nel gruppo dei pari”. La voglia di distinguersi, o almeno di non sfigurare. Nella lista dei desideri entrano le richieste piu’ varie. “Prevalgono quelle per l’ingrossamento del pene, ma sono numerose anche quelle per l’allungamento e a volte per tutti e due. E se in alcuni casi c’e’ un oggettivo problema di ‘sottodimensionamento’, quando non di micropenia, in molti altri alla richiesta non corrisponde un’oggettiva esigenza sul piano fisico”. Qualche volta e’ il chirurgo a tirarsi indietro e a dire ‘no’: “E’ indispensabile verificare la reale motivazione del paziente – puntualizza Littara – Il consulto psicologico e’ fondamentale. Se una persona vive un profondo disagio generalizzato, l’intervento e’ sconsigliato”.E le donne? “Solo nel nostro centro – prosegue Littara – gli interventi sfiorano i 100 all’anno e si distinguono sostanzialmente in due tipi: la labioplastica e il cosiddetto ringiovanimento vaginale”. Prezzo di mercato per ‘rimettersi a nuovo’: “Dai 2 mila ai 5 mila euro”. La prima operazione consiste nella riduzione delle piccole labbra, in genere nelle donne che nascono con un’ipertrofia fisiologica della parte. E infatti “le pazienti sono per lo piu’ giovani dai 18 ai 30 anni”, riferisce l’esperto. Il secondo intervento punta al “restringimento del canale vaginale per ritrovare il piacere perduto, e riguarda donne che hanno partorito o comunque dai 45 anni di eta’ in poi”. Si utilizza il laser, che taglia in modo molto preciso e intanto coagula, abbattendo il rischio di complicazioni. E’ invece definitivamente tramontata – causa flop – la cosiddetta plastica del punto G o, in gergo tecnico, G-Spot Amplification. Consisteva essenzialmente nell’iniezione locale di una sostanza anallergica e completamente riassorbibile, appena sopra la ‘centrale del piacere’ in rosa. “Inizialmente ha avuto grande successo – conclude Littara – ma poi si e’ visto che dava scarsissimi risultati e l’abbiamo abbandonata”.