Salute: dal censimento Aic, in Italia sono 135 mila i celiaci e 600 mila gli intolleranti al glutine

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CELIACHIADall’ultimo censimento fatto dall’Associazione italiana celiachia (Aic), in occasione della mozione presenta al Senato lo scorso giugno per “avviare precise azioni e interventi in difesa dei celiaci, pur nel rispetto del contenimento della spesa pubblica sanitaria” è emerso che in Italia si contano 135 mila celiaci, ma l’incidenza del disturbo e’ stimata in un caso ogni 100-150 persone. Gli intolleranti al glutine, potenzialmente, sarebbero quindi 600 mila.  In Italia per accertare la malattia, in queste ore sotto i riflettori per una petizione lanciata online da una mamma celiaca di un bimbo celiaco, che denuncia i prezzi elevati dei prodotti ‘gluten free’ in farmacia e chiede che i ticket erogati ogni mese dallo Stato ai pazienti si possano spendere anche nei supermarket, “occorrono ancora oggi 6 anni di percorso diagnostico – sottolinea l’Aic – con enormi sprechi di risorse sanitarie e senza raggiungere piu’ di un quarto dei celiaci stimati ma ancora sconosciuti”. La celiachia e’ un’intolleranza permanente al glutine, sostanza proteica presente in avena, frumento, farro, grano khorasan (di solito commercializzato come Kamut), orzo, segale, spelta e triticale. Per curare la celiachia, attualmente, occorre escludere dal proprio regime alimentare alcuni degli alimenti piu’ comuni, quali pane, pasta, biscotti e pizza, ma anche eliminare le piu’ piccole tracce di glutine dal piatto. Questo implica un forte impegno di educazione alimentare. Infatti l’assunzione di glutine, anche in piccole quantita’, puo’ provocare diverse conseguenze piu’ o meno gravi. “La dieta senza glutine, condotta con rigore, e’ l’unica terapia – avverte l’Aic – che attualmente garantisce al celiaco un perfetto stato di salute”. Nella maggior parte dei bambini l’intolleranza si evidenzia a distanza di circa qualche mese dall’introduzione del glutine nella dieta, con un quadro clinico caratterizzato da diarrea, vomito, anoressia, irritabilita’, arresto della crescita o calo ponderale. Nelle forme che esordiscono tardivamente, dopo il secondo o il terzo anno di vita, la sintomatologia gastroenterica e’ per lo piu’ sfumata e in genere prevalgono altri sintomi: deficit dell’accrescimento della statura o del peso, ritardo dello sviluppo puberale, dolori addominali ricorrenti, anemia sideropenica, che non risponde alla somministrazione di ferro per via orale. “Alcuni esami di laboratorio come gli anticorpi antigliadina, antiendomisio e antitransglutaminasi, possono rafforzare il sospetto diagnostico di celiachia – conclude l’Aic – ma solo la documentazione di anomalie della mucosa enterica (atrofia totale o parziale dei villi, prelevati mediante una biopsia eseguita durante una gastroscopia), puo’ consentire la diagnosi”.