Salute: grazie all’impiego del “Grande fratello” dimezzati i decessi in autostrada a causa dell’elevata velocità

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MALTEMPO: NUBIFRAGIO A ROMA, CITTA' IN TILTL’effetto del ‘Safety Tutor’, o meglio del Sistema informativo per il controllo della velocita’ in grado di misurare la media della velocita’ dei veicoli, introdotto nel 2004 in Italia., è stato quello di ammansire anche l’automobilista più spericolato tramite una telecamera “puntata” sull’accelleratore. “Grazie al Tutor negli ultimi anni sono ridotti del 50% i decessi in autostrada. Il sistema e’ infatti un ottimo deterrente per contrastare i picchi di velocita’ e in grado di influenzare la percezione soggettiva dell’automobilista, cosciente di poter essere ‘beccato’ con assoluta certezza se non rispetta i limiti”, così ha  spiegato all’Adnkronos Salute  Max Dorfer, presidente dell’Ordine degli psicologi della provincia di Bolzano e specialista in psicologia del traffico. “La velocita’ – osserva l’esperto – rimane il fattore principale responsabile della maggior parte degli incidenti in autostrada. L’introduzione del sistema Safety Tutor ha garantito un’omogeneita’ della velocita’ nei tratti dove e’ in funzione. Chi si mette al volante, ed e’ cosciente che nel tratto di strada che sta percorrendo e’ presente il sistema di telecamere, andra’ piu’ piano. Perche’ con il Tutor la possibilita’ di prendersi una multa, se si superano i limiti, e’ davvero altissima”. “A fronte di questo cambiamento – precisa lo psicologo – rimangono ancora comportamenti a rischio al voltante, come la scarsa abitudine a mantenere la distanza di sicurezza, mettersi alla guida stanchi o pensare di poter essere lucidi e freschi partendo per le vacanze durante le ore notturne. In questi casi – chiosa l’esperto – il Tutor non puo’ nulla”. Ma quale dovrebbe essere la distanza di sicurezza? Secondo Dorfer, non si dovrebbe calcolare in metri ma in secondi. “Ovvero – spiega lo psicologo del traffico – si dovrebbe prendere come riferimento un punto fisso fuori dalla vettura e stimare dopo quanti secondi passa la macchina che ci precede. Un tempo attendibile per avere una distanza di sicurezza e’ circa 2-3 secondi. In questo modo – sottolinea – si eviterebbero anche le code ‘fantasma’, quelle che si formano quando le auto si avvicinano troppo e si frena. Un meccanismo che in autostrada puo’ generare un fila senza nessuna causa apparente sulla carreggiata”. Altro elemento che spesso viene sottovalutato da chi si mette in auto solo durante le vacanze e’ quanto la sua capicita’ di guida puo’ essere diminuita se non ha molti chilometri alla spalle. “Le persone che guidano poco meno di 2-3 mila chilometri l’anno, decisamente pochi per definirsi un guidatore ‘provetto’, hanno un rischio 3-4 volte piu’ alto – sottolinea Dorfer – rispetto a chi ne percorre 10 mila. Un dato che gia’ ci mette al sicuro da alcuni comportamenti a rischio – conclude – frutto della poca dimestichezza al volante in autostrada o su nuovi percorsi mai battuti”.