Salute: il “viagra rosa” si fa desiderare, il 20% delle donne ha problemi sessuali e le terapie sono limitate

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sesso donneProsegue nei laboratori di tutto il mondo la ricerca del tanto sognato  ‘viagra rosa’, in grado di aiutare soprattutto “le 2 donne in eta’ fertile su 10 con disturbi della sessualita’, che vanno dallo scarso desiderio alla difficolta’ di raggiungere l’orgasmo”. A tracciare il quadro della situazione e’ Rossella Nappi, professore associato di Clinica Ostetrica e Ginecologica Irccs Policlinico San Matteo e Universita’ di Pavia. Per quanto riguarda le donne in menopausa “circa 2 su 10 hanno un disturbo del desiderio – spiega l’esperta – mentre 4 su 10 provano dolore durante i rapporti sessuali. Fra le donne giovani circa 1 su 10 soffre di un calo del desiderio e circa 2 su 10 hanno un disturbo della sessualita’ per cosi’ dire ‘a tutto tondo’: un po’ del desiderio, un po’ dell’eccitazione, un po’ dell’orgasmo. Sopra i 30 anni prevalgono problemi di desiderio ed eccitazione, mentre sotto i 30 anni quelli di orgasmo e del dolore. All’inizio l’obiettivo della ricerca e’ stato quello di tentare di verificare se le stesse molecole” che avevano ‘salvato’ gli uomini dall’impotenza, “potessero funzionare nella donna, agendo sempre sulla circolazione dell’apparato genitale. Ma le disfunzioni sessuali femminili sono multifattoriali: sono in ballo fattori psicologici, fisiologici, culturali e legati al tempo che passa. Le tappe biologiche degli uomini sono molto piu’ semplici: nel loro sangue scorre testosterone dalla puberta’ alla morte”. “Dalla fine degli anni ’90 – ricorda la ginecologa – con entusiasmo la ricerca ha iniziato a testare molecole gia’ usate nell’uomo per capire se potessero migliorare la risposta sessuale femminile: come nel maschio, si pensava che favorendo l’afflusso di sangue a livello dei genitali si potesse raggiungere un beneficio anche nelle donne. Ma i risultati furono fallimentari: solo studi eseguiti su piccoli campioni da ricercatori indipendenti hanno dimostrato che in alcuni sottogruppi (donne in cura con antidepressivi, con diabete di tipo 2 o isteroctomizzate in eta’ giovanile), il ‘viagra rosa’ poteva essere utile”. La ricerca ha dunque virato sugli aspetti “non piu’ circolatori, ma ormonali e mentali, sperimentando il farmaco flibanserina, che non era un vero e proprio ‘viagra rosa’ perche’ non agiva nei genitali, ma nel cervello: il disturbo del desiderio sessuale ipoattivo veniva trattato bilanciando i neurotrasmettitori dopamina-serotonina. Il loro squilibrio, che altro non e’ che una forma di depressione cervello”, porta infatti alla diminuzione del desiderio sotto le lenzuola. “Questo farmaco – assicura Nappi – si e’ dimostrato efficace, ma non ha raggiunto l’approvazione della Fda americana, perche’ sono stati richiesti ulteriori dati di sicurezza a causa del fatto che e’ piu’ efficace nelle donne giovani, mentre in menopausa funziona meno perche’ c’e’ la complicazione ormonale. Ora una piccola azienda americana ha ripreso gli studi sulla molecola e ha deciso di sottomettere nuovamente il dossier alla Fda con maggiori dati”. “Negli Stati Uniti e’ disponibile un altro prodotto molto utile, l’ospemifene, prima molecola ormonale dopo il cerotto al testosterone (poco usato perche’ costoso e perche’ le donne hanno paura degli ormoni), un modulatore selettivo del recettore estrogenico, che si comporta come gli estrogeni solo dove serve, cioe’ nel tratto uro-genitale, e non in altri distretti dell’organismo dove si temono effetti dannosi. Si prende una pastiglia che si comporta come estrogeno nella vagina, aumentando la lubrificazione e riducendo moltissimo il dolore durante il rapporto sessuale. In questo modo si ha anche un interessante effetto sul desiderio sessuale, ma solo quando il calo non e’ di tipo primario, ma e’ dovuto proprio al dolore durante l’incontro intimo. L’indicazione negli Usa e’ la cura dei disturbi da dolore sessuale in post-menopausa. Speriamo che possa arrivare anche in Europa perche’ aiutera’ molto le donne”. “Nella pipeline della ricerca – prosegue l’esperta – abbiamo inoltre allo studio una sorta di ‘mentina’ che ha un ‘cuore’ di testosterone e un involucro che contiene una sostanza ‘simil-viagra’: si va verso l’abbinamento dell’aspetto ormonale e di quello circolatorio e verso una terapia della sessualita’ al maschile, perche’ si prende una pillolina quando si vuole avere il rapporto, non tutti i giorni. Questo farmaco e’ allo studio soprattutto per la donna piu’ giovane”. Ma e’ bene ricordare che “tutti questi prodotti non dovrebbero essere chiamati ‘viagra rosa’, perche’ non agiscono esclusivamente sul sistema circolatorio periferico come fa la ‘pillola blu’ nell’uomo”. Insomma, a oggi l’armamentario terapeutico nelle mani dei ginecologi e dei sessuologi “e’ in crisi – assicura Nappi – per aiutare le nostre pazienti usiamo il testosterone o alcuni antidepressivi spesso off label, oppure terapie ormonali sostitutive che risolvano i problemi sotto le lenzuola, oltre alle vampate. Certo, a breve riapparira’ su palscoscenico la flibanserina e in fase III di studio per il calo del desiderio ci sono anche l’agomelatina, la cosiddetta ‘mentina’ e ancora il vero ‘viagra rosa’, ma solo per chi e’ sopra i 50 anni”. Nappi evidenzia che “mentre nel maschio e’ facile recuperare o migliorare un’erezione, nella donna e’ molto difficile standardizzare, ad esempio, quanta lubrificazione e circolazione c’e’ nella vagina, a partire dal fatto che l’eccitazione femminile non si vede, mentre anche il paziente stesso percepisce la sua erezione e in questo modo si sente sicuro. Per quanto riguarda il fattore emotivo, e’ noto che nella donna le componenti affettive ed emozionali del desiderio giocano un ruolo primario, molto piu’ che nell’uomo. Infine, per ‘lei’ il desiderio di maternita’ e’ una spinta colossale sotto le lenzuola e quando si e’ completato il progetto familiare bisogna trovare delle motivazioni nella coppia: il vero ‘viagra rosa’ a mio parere e’ un partner che faccia sentire la donna profondamente amata e importante sempre”.