Salute: le cause dell’ansia e della vulnerabilità da adulti sono racchiuse nel pancione

MeteoWeb

FETOIl carattere da grandi  e’ influenzato dagli ormoni della mamma quando il bimbo e’ ancora nel pancione: stati ansiosi e maggiore suscettibilita’ a problemi mentali potrebbero infatti essere causati dalla carenza di alcuni ormoni in eta’ fetale, con conseguente malfunzionamento della placenta. E’ la tesi di uno studio britannico condotto sui topi, pubblicato su ‘Nature Communications’. La ricerca, nata da una collaborazione tra le universita’ inglesi di Cambridge e di Cardiff, mette per la prima volta in relazione i cambiamenti comportamentali degli adulti alle alterazioni delle funzioni placentari. Nell’esperimento gli scienziati hanno ‘danneggiato’ il fattore di crescita 2, ormone insulino-simile, in topi femmina gravidi, per analizzare l’effetto di un malfunzionamento di questo ormone prima sul feto e poi in eta’ adulta: “Volevamo capire come la distruzione di questo equilibrio poteva influenzare i comportamenti emotivi nell’adulto”, afferma Lawrence Wilkinson, leader della ricerca della Cardiff University. Wilkinson e colleghi hanno notato che l’ormone, importante per lo sviluppo e crescita nell’utero, contribuisce a regolare il passaggio di nutrienti attraverso la placenta. “Abbiamo trovato uno squilibrio nella fornitura di sostanze nutritive controllate dalla placenta – spiega il ricercatore – e questo squilibrio ha reso i soggetti piu’ ansiosi in eta’ adulta”. “Questi sintomi – aggiunge – sono stati accompagnati da specifici cambiamenti nell’espressione genica del cervello, relativi a comportamento ansioso”. Questo fenomeno e’ stato definito programmazione placentare del comportamento degli adulti. “Non sappiamo esattamente come questi eventi della vita fetale possano causare effetti a lungo termine sulla nostra predisposizione emotiva – conclude Wilkinson – ma pensiamo che le origini del nostro comportamento, ed eventualmente la vulnerabilita’ a disturbi mentali, possano originare molto prima di quanto si pensasse in precedenza”.