Salute: per falso kit “influenza A”, la Corte d’Appello di Milano condanna un’azienda al risarcimento ex acquirenti

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VIRUS INFLUENZA SUINALa Corte d’Appello di Milano, ribaltando una sentenza di primo grado e dando ragione a una class action promossa dal Codacons, ha stabilito che il kit prodotto da Voden Medical Instruments per diagnosticare l’influenza “A”, la cosiddetta “influenza suina” che terrorizzo’ il mondo quattro anni fa, era una bufala,  l’azienda pertanto  dovra’ risarcire chi lo compro’. Una vicenda nata quando un’acquirente del test, che si rese immediatamente conto della sua inutilita’, introdusse attraverso il Codacons una class action presso il Tribunale Civile di Milano contro la Voden Medical Instruments, distributrice dell’Egotest Flu, affinche’ i giudici meneghini, accertata la mancanza di qualita’ del test e la pubblicita’ ingannevole che accompagnava lo stesso, la condannasse a restituire il prezzo pagato, poiche’ il prodotto non aveva alcuna utilita’ e anzi, poteva trarre in inganno ed esporre a rischi i consumatori. Fu questa la prima class action a superare il vaglio dell’ammissibilita’ in Italia: ma il giudice di primo grado non solo non accolse le domande, ma condanno’ il Codacons a una cifra spaventosa per lite temeraria. La Corte di Appello di Milano, sottolinea ora l’associazione dei consumatori, “ha riportato giustizia: annullata la scriteriata sentenza di primo grado e la connessa condanna per lite temeraria, ha condannato la Voden a restituire i soldi spesi per l’acquisto di un prodotto inutile! Siamo soddisfatti per la sentenza della Corte d’Appello” – spiega il Codacons – anche perche’ la sentenza di primo grado era un fulgido esempio di come molti Tribunali non siano ancora in grado di applicare la legge sulla class action in Italia. Nonostante la storica vittoria, pero’, continuiamo a pensare che l’attuale legge sia sbagliata e inutile. Senza l’introduzione del danno punitivo e’ un’arma spuntata: mettere sul mercato prodotti inutili e turlupinare decine di migliaia di consumatori e’ ancora una pratica conveniente. Con il danno punitivo le aziende ci penserebbero due volte”.