Salute: possibile l’uso di minerali per finalità farmacologiche

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minerali“Quali i possibili impatti negativi dei minerali? Quali le patologie eventualmente causate da particelle minerali come asbesto, silice, ceneri vulcaniche o dalla dispersione e trasporto di elementi ecotossici in ambienti minerari? Ma anche: quali le possibili applicazioni benigne come l’uso di minerali e/o analoghi sintetici per l’immobilizzazione di elementi tossici e/o della CO2, il principale gas-serra? Questi sono solo alcuni degli obiettivi del grande progetto (PRIN) finanziato dal MIUR ed i cui primi, inediti risultati verranno presentati a Pisa in occasione di Geoitalia 2013”. Lo ha affermato il professor Pierfranco Lattanzi dell’Universita’ di Cagliari. E proprio anche nel campo delle applicazioni benigne potrebbero arrivare risposte importanti sul possibile “uso dei minerali per finalità farmacologiche o cosmetiche aprendo scenari interessanti”, ha proseguito Lattanzi. Il progetto, coordinato da Gilberto Artioli dell’Università di Padova, coinvolge ricercatori di varia estrazione (mineralisti, geochimici, chimici, fisici, biologi, medici, ingegneri) di 18 Università italiane, suddivisi in otto unità operative. Secondo il senso comune, minerali e rocce sono percepiti come un substrato inerte in mero contatto fisico con, ma sostanzialmente separato da, gli organismi viventi. Fino a poco tempo fa, questa separazione esisteva di fatto, se non concettualmente, anche nella ricerca scientifica, che si sviluppava in maniera largamente indipendente nelle Scienze della Terra e nelle Scienze della Vita. Le più recenti tendenze hanno invece messo in luce l’importanza dell’interazione tra biosfera e regno minerale, dando luogo ad un nuovo campo di ricerca che prende il nome di Biogeoscienze, rappresentato a Geoitalia 2013 da ben quattro sessioni”. Pisa ospiterà la grande kermesse dedicata alle Geoscienze ed organizzata ogni due anni dalla Federazione Italiana di Scienze della Terra con la partecipazione di oltre 1000 ricercatori”.