Salute: un bizzarro caso di pronto soccorso e due diffuse malattie sessualmente trasmissibili

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Qui di fianco è riportata l’immagine in AP (antero posteriore) dell’addome in proiezione radiologica. Il malcapitato,  arrivato dolorante al pronto soccorso di un noto ospedale italiano,  è finito di corsa in sala operatoria per l’immediata rimozione di un corpo estraneo all’interno del bacino: si trattava di una bomboletta spray, per l’esattezza di un deodorante di una nota  marca italiana. Al di là dell’ ilarità che forse potrebbe suscitare questa notizia, il paziente se l’è vista davvero male  e fortunatamente, al termine di una notte brava  a luci rosse,  i suoi bollenti spiriti sono stati placati ed il corpo estraneo rimosso chirurgicamente  con l’ausilio di una pinza, senza grossi problemi. Ma le malattie a trasmissione sessuale sono una vera e propria piaga sociale e non possono di certo farci sorridere! Hanno subito un progressivo aumento tra gli anni 70′ e 80′ e soprattutto nelle grandi città,  il fenomeno si è espanso a vista d’occhio. Le patologie legate alle modalità dei rapporti sessuali tra omosessuali si sono intensificate man mano che l’attrazione sessuale verso individui dello stesso sesso è stata maggiormente esibita  e rivendicata. Analizziamo ora  due tra le più diffuse forme classiche di malattie veneree: la sifilide e i condilomi acuminati. La sifilide è una complessa infezione sessualmente trasmissibile, provocata dal batterio Treponema pallidum. E’ stata descritta per la prima volta nel XVI secolo e si ritiene che sia stata importata dalle Americhe, dopo i primi viaggi degli Spagnoli.  La sua incidenza nei Paesi industrializzati  è altalenante: dopo un calo a fine 1800, è aumentata dopo la 1° Guerra Mondiale, calata nella 2°, per poi risalire : attualmente ci sono 12 milioni di nuovi malati nel mondo ogni anno. Si stima che il 10-30% dei casi di sifilide primaria e secondaria abbia origine nel rapporto omosessuale. Nella sifilide primaria,  solitamente intercorrono una ventina di giorni tra l’infezione e l’insorgenza della sintomatologia e normalmente si forma una ferita di piccole dimensioni e indolore  proprio nella zona in cui si manifesta l’infezione batteria, la quale  guarisce da sola  in 3-6 settimane. Se non viene trattata, la sifilide evolve verso uno stadio secondario, in cui insorge un’eruzione cutanea in più punti, di colore rossastro o bruno,  con macchie su palmi di mani e piedi o in altre parti del corpo, che sparisce anche senza trattamento. In questo stadio si manifestano febbre, mal di gola, calo ponderale, stanchezza ; ma è nello stadio terziario che si vengono a creare i danni maggiori, persino mortali, intaccando organi interni (cervello, cuore, vasi sanguigni,ossa). E’ proprio in questo stadio che il soggetto infetto è colpito da paralisi, non riuscendo a tenere sotto controllo i movimenti muscolari , fino a cecità e demenza. La sifilide  si trasmette attraverso il rapporto sessuale, non per via indiretta col contatto di oggetti o indumenti del soggetto infettato e per diagnosticarla, basta semplicmente eseguire test non specifici, poco costosi, che però presentano l’inconveniente di poter risultare falsati in caso di malattie come tubercolosi o febbri virali,oppure in altre condizioni, quali tossicodipendenza e gravidanza. Per la cura della sifilide si usa l’antibiotico pennicillina, con un dosaggio e una preparazione rapportati alla gravità dell’infezione, astenendosi da rapporti sessuali fino alla completa guarigione delle ferite. Ma il record delle malattie infettive trasmesse sessualmente spetta ai condilomi acuminati, che purtroppo sono difficilmente stradicabili completamente. Sono chiamate gergalmente “creste di gallo“: si tratta di verruche nella zona genitale che creano una specie di piede da cui pendono, raccogliendosi in gruppi che conferiscono ad esse l’aspetto di un cavolfiore. Purtroppo, a causa di questa infezione, i soggetti colpiti possono sviluppare tumori alla bocca dell’utero. Per il trattamento si usano farmaci a base di podofilina o iniquimod  applicati localmente sulle verruche o pratiche come la criochirurgia, distruggendo le verruche con l’applicazione di sostanze molto fredde,  l’elettrocauterizzazione , la laserterapia e , nei casi più gravi, la rimozione chirurgica.