Scienza: 4 migrazioni per il popolamento del Nuovo Mondo. Lo studio di genetisti italiani

MeteoWeb

americaUn gruppo di genetisti italiani ha dimostrato che sarebbero almeno 4 le migrazioni che hanno portato al primo popolamento del Nuovo Mondo: gruppi distinti sono penetrati nel continente americano dalla Beringia, dall’Alaska e dalla Siberia. Questo spiegherebbe le diversita’ linguistiche e culturali ancora oggi riscontrabile nei Nativi Americani. Lo studio e’ stato pubblicato sulla rivista Pnas. In un articolo intitolato “Reconciling Migration Models to the Americas with the Variation of North American Native Mitogenomes“, ricercatori delle Universita’ di Pavia e Perugia hanno gettato nuova luce sull’origine degli Indiani d’America e la loro estrema diversita’ linguistica e culturale dimostrando che i loro antenati arrivarono in Nord America in una serie di eventi migratori – almeno quattro – piu’ numerosi e piu’ scaglionati nel tempo di quanto finora ipotizzato. La prima di queste migrazioni fu di gran lunga la piu’ rilevante e seguendo la costa del Pacifico, dalla Beringia in poche migliaia di anni raggiunse la parte meridionale del Sud America. Le altre non si spinsero cosi’ a Sud, ma ebbero un ruolo rilevante nella formazione del patrimonio genetico di una serie di popolazioni della parte settentrionale del Nord America, in particolare degli Algonchini, dei Na-Dene e degli Eschimesi. Negli ultimi dieci anni si e’ risvegliato l’interesse per lo studio dell’origine delle popolazioni umane, in particolare dei Nativi Americani. Il popolamento iniziale del Nord America a partire dall’Asia nord-orientale comincio’ approssimativamente 15-18mila anni fa, nonostante le stime temporali basate sulla diversita’ genetica dei primi abitanti rimangano in parte controverse. I primi uomini arrivarono in Nord America dall’Asia attraverso un corridoio di terra chiamato Beringia, che connetteva la Siberia orientale e l’Alaska. Grazie a questo nuovo studio genetico si e’ compreso che il numero di ondate migratorie giunte in America, talvolta anche seguendo rotte diverse, e’ maggiore di quanto finora ipotizzato. CRISTOFORO COLOMBOQuesti diversi flussi migratori aiutano a spiegare la grande diversita’ linguistico-culturale dei Nativi del Nord America. In questo lavoro, un gruppo di ricerca coordinato da Alessandro Achilli (Universita’ di Perugia) e Antonio Torroni (Universita’ di Pavia) che coinvolge anche alcuni ricercatori statunitensi e canadesi, ha svolto analisi dettagliate su alcune particolare linee del genoma mitocondriale finora scarsamente studiate. Grazie alle caratteristiche di eredita’ uniche di questo genoma, che viene trasmesso per sola via materna, si e’ compreso che oltre alla ormai ben nota espansione dalla Beringia lungo la costa del Pacifico, in concomitanza o poco dopo, un secondo gruppo umano, sempre dalla Beringia, sarebbe penetrato nel Nord America attraverso il corridoio di terra che, a seguito del miglioramento delle condizioni climatiche, andava aprendosi ad est delle Montagne Rocciose tra i ghiacciai canadesi. “Questa seconda ondata migratoria – ha detto Achilli – ebbe un’espansione geografica molto piu’ limitata e un ruolo genetico importante solo nella formazione di una serie di popolazioni native dell’Alaska, del Canada e degli Stati Uniti settentrionali, in particolare degli Algonchini e dei Na-Dene“. “Circa 5mila anni fa – ha aggiunto Torroni – ci fu una terza espansione, in questo caso dall’Alaska, che contribui alla formazione degli Eschimesi e, mescolandosi con i discendenti delle due migrazioni precedenti, a modificare ulteriormente il patrimonio genetico dei Na-Dene”. Infine, commenta Achilli, “altri flussi migratori ancor piu’ recenti provenienti dall’estremita’ orientale della Siberia portarono ulteriori linee mitocondriali tra gli Eschimesi moderni“. Gli studiosi ritengono che il numero di genomi mitocondriali trasmigrati dall’Asia al Nord America possa in realta’ essere ancora piu’ elevato. “Ulteriori linee materne oggi sconosciute saranno identificate nei prossimi tre o quattro anni, quando l’approccio metodologico che noi abbiamo impiegato in questo studio sara’ applicato sistematicamente“, ha detto Torroni. Solo in questo modo sara’ possibile descrivere con precisione gli scenari migratori che portarono al popolamento delle Americhe e alla diversita’ linguistica e culturale ancora oggi riscontrabile nei Nativi Americani. Questa ricerca e’ stata finanziata dalla Sorenson Molecular Genealogy Foundation, dalla National Science Foundation e dal Ministero dell’Istruzione, dell’Universita’ e della Ricerca: Progetti Futuro in Ricerca 2008 e Progetti Ricerca Interesse Nazionale 2009.