Scienza, Zichichi a Erice: “servono politici illuminati per le 71 emergenze del pianeta”

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zichichiAbbiamo bisogno di politici illuminati come il nostro presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fare in modo che le 71 emergenze planetarie siano correttamente prese in considerazione“. Lo ha detto il fisico Antonino Zichichi, presidente della Fondazione Ettore Majorana, in apertura della quarantaseiesima sessione dei Seminari internazionali sulle Emergenze planetarie organizzato dal centro Majorana di Erice (Trapani). In un passaggio del suo intervento introduttivo, Zichichi ha ironizzato sulla cancelliera tedesca Angela Merkel. “Merkel – ha detto – e’ laureata in Fisica. Se avesse detto a un esame di fisica quel che ha detto per difendere le sue scelte sarebbe stata bocciata“.  Sono 71 le emergenze del pianeta catalogate da diecimila scienziati che hanno elaborato 100 progetti in 50 Paesi del mondo “per dimostrare – ha proseguito Zichichiche se c’è la volonta’ politica le emergenze planetarie possono essere risolte“. “La principale sofferenza del mondo -ha evidenziato il presidente del centro Majorana- e’ la scarsita’ d’acqua. Nonostante l’acqua ricopra il 70,8 per cento della Terra, c’e’ chi muore di siccita’“. Seguono l’inquinamento del suolo, la cattiva e diseguale distribuzione del cibo, l’energia limitata, l’inquinamento, i limiti dello sviluppo “ostacolato in mille modi“, ha sottolineato Zichichi. Tra le altre emergenze, lo scienziato ha citato “il clima, il monitoraggio del pianeta, le minacce belliche, la tecnologia che deve raggiungere il Terzo mondo, la sostituzione degli organi, l’aids e l’inquinamento culturale che spinge i Governi del mondo a stanziare miliardi di dollari su emergenze inesistenti quali l’effetto serra e il buco nell’ozono che oggi terrorizzano i Paesi per effetto di una cultura dominante non scientifica“.

scienzapassioneIL SEMINARIO INAUGURATO DAL PRESIDENTE DEL SENATO GRASSO –  ”Oggi intervengo pervaso da questo spirito, dalla necessita’ di una grande alleanza tra scienza e politica. Lo stesso spirito manifestato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che da molti anni segue con vivo interesse i vostri lavori e che come me appoggia il progetto del World Federation Scientists della costruzione di un Centro internazionale di studi esclusivamente impegnato ad unificare scienza tecnologia e cultura ed a fornire al potere politico gli elementi per rispondere alle emergenze planetarie”. Lo ha detto il presidente del Senato, Piero Grasso, nel corso della sua lectio magistralis in apertura della quarantaseiesima sessione dei Seminari di Erice (Trapani), presieduti dal professor Antonino Zichichi. ‘‘Mi piace pensare – ha proseguito – a quest’appuntamento annuale, che si svolge nella mia Sicilia, nella meravigliosa cornice di Erice, come ad un ideale punto di congiunzione tra due mondi, quello della scienza e quello della politica. Condivido, quindi, in pieno il tema posto dal professor Zichichi circa la necessita’ di una grande alleanza fra politica e scienza. Ma oggi – ha aggiunto il presidente del Senato – vorrei proporre di ‘girare una sedia’ a questo nostro tavolo anche a un altro convitato: l’etica, nella sua doppia dimensione di scienza dell’uomo e di scienza per l’uomo“. Per Grasso dall’etica “bisogna partire per individuare le coordinate discienza e politica, discipline che con metodi diversi s’incaricano entrambe di tracciare rotte percorribili sulla medesima mappa, il futuro del genere umano. Ma se la scienza muove da punti solidi, cardinali – la ricerca della conoscenza – la politica ha per sua natura una geografia piu’ incerta e variabile, perche’ e’ luogo di scelte discrezionali, ed e’ dunque compito dell’etica spostare le strategie della politica dalla parte della scienza per perseguire il futuro del pianeta, il benessere e i diritti fondamentali dei cittadini”, ha detto Grasso parlando davanti ad una platea di oltre 100 scienziati provenienti da 38 Paesi. ”Questi incontri sono nati in un periodo in cui incombeva la Guerra Fredda e l’incubo della catastrofe nucleare, e hanno visto la nascita di quel Manifesto di Erice del 1982 che ha contribuito a superare l’incubo atomico – ha concluso il presidente del Senato, auspicando che ”le emergenze planetarie che verranno trattate in questo seminario dovranno divenire una componente essenziale e e prioritaria dell’agenda politica di ciascun Paese e dell’intera comunita’ internazionale”.