Secolari leggende, falsi miti e controverse terminologie: ma chiamiamoli semplicemente “bambini”!

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EVOLUZIONE FETO OKKKKNon essendo sempre possibile stabilire la corretta data del concepimento, l’inizio della gravidanza viene fissata convenzionalmente con l’inizio dell’ultima mestruazione.
Tra la terza e la quarta settimana, lo zigote, frutto dell’unione tra ovulo e spermatozoo, si suddivide in parti (in 2,4,8 parti…), creando la morula, una specie di grappolo che si fissa sulle pareti dell’utero, secernendo un ormone che blocca l’attività ovulatoria.
Questo è l’inizio del periodo embrionale: mentre le cellule esterne della morula sono impegnate a costruire la placenta, quelle interne si occupano del futuro corpicino in tutte le sue componenti.
La maggior parte degli studiosi colloca il passaggio da embrione a feto al termine dalla nona settimana, anche se non è facile stabilire con precisione quando ciò avvenga, poiché lo sviluppo è graduale.
FETO3Lo chiamiamo “feto” un minuto prima del parto e “bambino” pochi istanti dopo il parto,ma questa distinzione è recente.
Il termine “feto” deriva da una radice indoeuropea che significa “succhiare” e la parola “fetus, in epoca romana significava “frutto”, “progenie”. Lo stesso Catullo indicava come “dulces musarum fetus” le poesie, figlie delle muse.
I Romani sono stati lungimiranti: tra di loro, il bambino non ancora nato poteva ereditare e la lex Cesarea istituì il diritto del figlio di nascere anche per via chirurgica …da qui il nostro “parto cesareo”, termine utilizzato all’epoca romana per indicare la madre che stava per morire.
Per molto tempo, il feto era considerato inaccessibile alle metodiche diagnostiche tradizionali e nelle civiltà antiche, le anomalie fetali congenite venivano interpretate come segno della volontà divina, attribuendo loro un significato magico e simbolico.

FETO CICLOPE
immagine di un feto ciclope

La sirenomelia, una malformazione congenita che provoca la fusione degli arti inferiori, conferendo loro la sembianza di una coda, alimentò il mito delle sirene, non a caso la malattia è nota come “sindrome della sirena”, così come la ciclopia, un’altra anomalia congenita caratteristica dei vertebrati, consistente nella presenza di un’unica cavità orbitaria più o meno completa in mezzo alla fronte, generò la leggenda dei ciclopi.
Tra miti e suggestione, bisogna giungere sino ai primi anni del XX secolo per avere riscontri oggettivi che confermino alcune delle maggiori anomalie del S.N.C fetale; ma si deve a Von Micsky, nel 1966, il perfezionamento di ecografi dotati di borse a contenuto d’acqua, applicabili sull’addome delle pazienti in posizione ortostatica o distese sul lettino e a Fraser, nel 1974, l’introduzione della scala dei grigi, che consentì una maggiore caratterizzazione tissutale.
Al giorno d’oggi, il monitoraggio ecografico della gravidanza rappresenta la più grande arma nelle mani del medico per ridurre la mortalità e le malformazioni fetali.
Gli esami ecografici da eseguire durante la gestazione sono 3, uno per ogni trimestre e riguardano :

  • nel 1° trimestre, l’accertamento dello stato interessante e la corretta evoluzione della gravidanza ,
  • nel 2°trimestre, il riconoscimento precoce di malformazioni fetali,
  • nel 3°trimestre, l’accertamento dello sviluppo e del benessere fetale.
Kang Mengru, "la bambina col pancione"
Kang Mengru, “la bambina col pancione”

Un’ orribile anomalia di sviluppo caratterizzata da una massa fetiforme calcificata di tessuto, definita anche “tumore peduncolato vertebrato” è nota come “fetus in fetu”.
Durante lo sviluppo embrionale, quando l’embrione è formato da un insieme di cellule totipotenti, può capitare che all’inizio di una gravidanza gemellare vi sia un difetto nella separazione dell’unico embrione in due metà distinte, in grado poi di svilupparsi autonomamente, per cui una metà verrebbe inclusa nell’altra, generando quest’anomalia.
Kang Mengru, una bambina cinese di appena un anno, ha suscitato scalpore in tutto il mondo, tanto da essere definita “la bambina col pancione”perché porta in grembo il feto della sorella gemella. Si è parlato di un aumento di volume della pancia della bimba, facendo pensare ad un feto vivo che cresce dentro di lei, ma al di là dello scalpore mediatico di questa incredibile anomalia, sarebbe più giusto pensare ad una massa di tessuti di diverso tipo organizzati in strutture e organi simili a quelli di un normale individuo( ossa, capelli…).
Sicuramente il forte impatto dei mass media sarebbe stato placato, sacrificando per un attimo l’ingordigia umana e la curiosità verso la rarità e parlando piuttosto di un raro tipo di tumore benigno simile ad un feto.

ALAMJAN - Copia (2)
Il piccolo Alamian che portava in grembo il feto del fratello gemello

Non posso non citare l’incredibile storia di Alamjan Nematilaev, un n bimbo kazako di soli 7 anni che aveva un ventre talmente gonfio da sembrare incinto. Il programma Body Shock., in onda su Channel 4, ha fatto conoscere al mondo intero la storia del più grande caso di fetus in fetu( bambino dentro un bambino”). Alamjan , per ben 7 anni, ha portato dentro di sé il feto deforme  del suo gemello che agiva dentro di lui come un parassita. Un fetus in fetu può essere considerato vivo solo perché i tessuti che lo compongono non sono ancora morti e non sono stati asportati chiurigicamente.  Questa condizione è simile a quella di un tumore in cui le cellule rimangono vitali per mezzo della normale attività metabolica.

immagine del feto gemello che stava crescendo in Alamjan
immagine del feto gemello che stava crescendo in Alamjan

Per fortuna il caso del piccolo Alamjan, che si lamentava spesso per qualcosa che si muoveva dentro di lui, anche se protratto per 7 lunghi anni., è stato risolto, anche perché il gemello, tecnicamente vivo, non sarebbe potuto sopravvivere separato dal fratello.  I suoi genitori, i quali per lungo tempo hanno attribuito i problemi del figlio al rachitismo, sono rimasti in seguito senza parole di fronte all’ecografia che mostrava chiaramente il povero gemello di Alamjan con testa, corpo, capelli, unghie e pene, un caso davvero unico nella storia. La causa dell’anomalia è stata addebitata all’inquinamento radioattivo in Kazakistan, risalente al periodo sovietico.

DONNA CINESE INCINTA

Al di là della forzatura del voler distinguere tassativamente il “feto” dal “bambino” e pur avendo la certezza che dopo il parto, l’ossigeno arriva direttamente dall’aria e non dal cordone ombelicale, non possiamo non constatare che il “fagiolino”, così protetto e sereno in pancia, ancora prima di aprire gli occhi e strillare al mondo, succhia beatamente il pollice, ha un cuore pulsante, percepisce il dolore.
Il legame che si instaura tra madre e figlio va ben oltre la controversa definizione terminologica e tutte le creature, anche se ancora nel grembo materno,piccolissime e malate dovrebbero essere chiamate “bambini”.
Un esempio dello sconfinato amore materno è quello di una novantenne cinese, Huang Yi Jun che, pur godendo di ottima salute ha una storia incredibile da raccontare: a soli 30 anni, le vennero diagnosticate complicazioni legate alla gravidanza, che avrebbero necessitato un’asportazione chirurgica del feto.
L’anziana donna rifiutò l’intervento, che le sarebbe costato 100 sterline, confidando in un’espulsione spontanea che però non è avvenuta. Da oltre 60 anni custodisce gelosamente in grembo suo figlio senza vita.