Si raffredda precocemente una parte dell’Artico, prime nevicate sulle isole artiche canadesi

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cursnow_asiaeuropeL’estate 2013, nel suo complesso, ha presentato lo stesso pattern atmosferico già visto nelle terribili estati del 2010 e del 2012, con un significativo rallentamento del ramo principale del “getto polare”, alle medie e alte latitudini. Questo rallentamento del “getto polare” ha determinato lo sviluppo di imponenti “forcing” troposferici, in grado di bloccare la circolazione atmosferica alle alte quote costruendo possenti anticicloni di blocco, distesi lungo i meridiani, responsabili delle eccezionali ondate di calore che nelle ultime settimane si sono abbattute su vaste aree della Cina orientale, la Corea del Sud e il Giappone meridionale, includendo pure l’arcipelago nipponico delle Ryùkyù, dove sono stabiliti decine di nuovi record assoluti di caldo. Per la prima volta, da quando si eseguono le rilevazioni meteorologiche, sono state registrate temperature massime superiori al fatidico muro dei +40°C +41°C all’ombra in molte località del Giappone meridionale e della Cina orientali, in posti umidissimi, dove il caldo si accompagna ad elevati indici di umidità relativa che producono un effetto “afa” davvero soffocante.

40Il caldo eccezionale ha picchiato duro pure su vaste zone dell’Europa centro-orientale, tra Alpi orientali, nord dei Balcani e Carpazzi, dove per la prima volta nella storia il muro dei +40°C è stato superato persino in Austria, dove è stato migliorato il rispettivo record assoluto di caldo nazionale. Ma intense ondate di calore si sono sviluppate anche tra nord America e Asia centrale, ripetutamente, per più giorni, dove si sono archiviate temperature massime oltre il muro dei +40°C +42°C all’ombra. L’unica nota positiva arriva dal mar Glaciale Artico, dove la tenuta della banchisa, fra il mar di Beaufort e il mare dei Cukci, sta garantendo un ottimo effetto “Albedo”, raffreddando l’aria in un’ampia area dell’Artico canadese. La presenza di questo nucleo di aria molto fredda sta rinvigorendo, prima del dovuto, la figura del vortice polare troposferico, che presenta già un ottima forma fra le coste della Groenlandia settentrionale e l’arcipelago dell’Artico canadese, dove sono in atto le prime deboli nevicate a livello del mare.

Si nota il nucleo di aria molto fredda addossato all'Artico canadese e alla Groenlandia
Si nota il nucleo di aria molto fredda addossato all’Artico canadese e alla Groenlandia

Non per caso, in queste ultime settimane, sopra la regione artica, si sono riscontrate delle anomalie termiche negative, in netto contrasto con le temperature decisamente sopra le media su gran parte del territorio circostante, fra Eurasia e artico canadese, dove si è assistito ad un rapido scioglimento della neve nelle aree continentali, al di sopra del Circolo polare artico. L’andamento della temperatura sulla regione artica è stata associata a valori del campo barico,  a livello del mare, insolitamente bassi, centrati vicino al Polo Nord geografico. La presenza di frequenti e persistenti circolazioni cicloniche attorno il mar Glaciale Artico centrale, legate all’attività del vortice polare, sovente tende a  rallentare il ritiro estivo dei ghiacci marini, non solo perché favorisce condizioni di freddo, con temperature dell’aria negative, ma anche perché i venti a rotazione ciclonica che soffiano attorno al Polo Nord impediscono una dispersione dei blocchi di ghiaccio marino al di fuori dell’area artica, mantenendoli attorno la parte centrale della Calotta Polare.

Le immagini relative al minimo d'estensione dei ghiacci marini dell'Artico relativo all'estate del 2012
Le immagini relative al minimo d’estensione dei ghiacci marini dell’Artico relativo all’estate del 2012

Il precoce raffreddamento sul mar Glaciale Artico si è concretizzato ancor di più negli ultimi giorni, quando un nocciolo di aria molto fredda, a tutte le quote, si è riversato verso l’Artico canadese e la Groenlandia settentrionale, riportando le prime nevicate autunnali sulle isole attorno Baffin e le coste della Groenlandia settentrionale. Notevoli anche le gelate riscontrate in varie zone, fra Artico canadese e Groenlandia settentrionale, durante il passaggio del nocciolo di aria molto fredda, legato al vortice polare. Su tutti spiccano i -8.3°C registrati a Cape Morris Jesup, nel nord della costa della Groenlandia, e i -7.8°C toccati a Alert, nell’Artico canadese, dopo le prime nevicate autunnali d’inizio settimana, che hanno lasciato accumuli prossimi ai 8-10 cm. Nei prossimi giorni il freddo e le nevicate continueranno ad interessare le isole che costeggiano l’Artico canadese ed il nord della Groenlandia, dove le temperature rimarranno ben al di sotto delle medie stagionali. Ma occorre ricordare come il raffreddamento interessi solo una parte del mar Glaciale Artico, quella compresa fra gli arcipelaghi dell’Artico canadese e la Groenlandia. Sul resto dell’Artico, purtroppo, permangono ancora pesanti anomalie termiche positive, specie in prossimità dell’Artico russo, fra mar di Kara e mar di Laptev, dove i ghiacci marini continuano a sciogliersi, in modo anche repentino. Qui la tenuta del ghiaccio marino mostra chiari segnali di debolezza, tanto da favorire, per l’ennesima estate di fila, l’apertura di un ampio tratto di acque libere e navigabili davanti la costa siberiana.