Spazio, scienziato del Vaticano: “mi sento un trekkie, esplorare l’universo è anche la nostra missione”

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trekkieAppartengo a una generazione che e’ cresciuta guardando Star Trek, il telefilm originale, nel pomeriggio dopo aver fatto i compiti per la scuola. Posso dire che sono un trekkie, piuttosto che un fan di Star Wars”. E’ Jose’ Gabriel Funes, direttore dell’osservatorio Specola Vaticana, a sottolinearlo sull’Osservatore Romano. ”Ero rimasto un po’ deluso dal film del 2009, ma l’ultimo ci mette sulla strada giusta. Star Trek Into Darkness si conclude con le mitiche parole del vecchio telefilm: ‘Spazio, ultima frontiera. Questi sono i viaggi della nave stellare Enterprise. La sua missione e’ esplorare strani nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita e di nuove civilta’, per arrivare la’ dove nessun uomo e’ mai giunto prima’. Trovo queste parole particolarmente belle perche’ interpretano il desiderio, molto umano, di conoscere ed esplorare l’universo. Questa -precisa- e’ anche la missione della Specola vaticana, a cui vorrei riferirmi nel contesto dell’invito ad andare nelle periferie che Papa Francesco ha rivolto a tutta la Chiesa”.
specola vaticanaIl Santo Padre nell’omelia ai gesuiti ha anche raccomandato di tenerci lontano dalla tentazione di pensare di essere noi al centro. Anche se Francesco non parlava in senso cosmologico -aggiunge- vale la pena ricordare che noi siamo il terzo pianeta vicino al Sole, che fa parte della periferia della nostra galassia (siamo a 28.000 anni luce dal centro galattico), una tra cento miliardi di galassie, ognuna delle quali con miliardi di stelle e pianeti”.  ”Di fronte a questo infinito universo possiamo fare nostre le parole di Isaac Newton: «Io mi vedo come un fanciullo che gioca sulla riva del mare, e di tanto in tanto si diverte a scoprire un ciottolo piu’ levigato o una conchiglia piu’ bella del consueto, mentre davanti a me si stende inesplorato l’immenso oceano della verita’». Ecco -rileva Funesgli astronomi sono come dei bambini che giocano con le galassie, le stelle e i pianeti sulla riva dell’universo”. La conoscenza scientifica dell’universo ”dovrebbe renderci piu’ umili. E dovrebbe essere anche questo l’atteggiamento del credente che non e’ arrogante, come si legge nell’enciclica Lumen fidei a proposito del dialogo tra fede e ragione. Credenti e scienziati nella ricerca della verita’ devono essere aperti alla realta’, esplorando le diverse strade e condividendo le incertezze del cammino da seguire e la gioia della scoperta. In questo viaggio abbiamo tanti compagni di buona volonta’, e tutti sono invitati”.