Un ‘cimitero’ di comete tra Marte e Giove: la scoperta di un team di ricercatori colombiani

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La fascia principale dove risiedono la maggior parte degli asteroidi
La fascia principale dove risiedono la maggior parte degli asteroidi

Nella fascia principale degli asteroidi, l’area compresa tra i pianeti Marte e Giove, gli astronomi dell’Università colombiana di Antioquia hanno scoperto un “vasto cimitero di comete”. “Immaginate tutti questi asteroidi che girano intorno al Sole senza alcuna traccia di attività”, dice Ignacio Ferrín, ricercatore a capo dello studio nella stessa università. Tuttavia, alcune di queste rocce non sono “morte”, ma si trovano in una fase di “quiete”, con la possibilità di risvegliarsi qualora l’energia solare aumentasse di qualche punto percentuale. Soprannominate “palle di neve sporca” dall’astronomo Fred Whipple nel 1949, le comete, composte di polvere primordiale e ghiaccio, sono tradizionalmente considerate delle vagabonde dello spazio provenienti dalla fascia di Kuiper e dalla lontana nube di Oort. Negli ultimi dieci anni, però, Ferrin e il suo team hanno scoperto almeno 12 comete attive nella fascia principale, facendo propendere verso la possibilità che quella che sino ad oggi era considerata una discarica di rocce spaziali, fosse in realtà un luogo dove gli oggetti possono improvvisamente rianimarsi. Ciò accade principlamente quando le comete transitano nei pressi di Giove, il gigante del sistema solare, che influisce con la sua forza mareale. Diminuendo la distanza tra questi piccoli corpi ed il Sole, le comete possono subire un piccolo aumento della temperatura media, che a sua volta riscalda le parti più interne e i gas di cui è composta.

La famosa cometa di Halley
La famosa cometa di Halley

“Le comete di Lazzaro”, come sono state denominate, rifacendosi all’idea cristiana della resurrezione effettuata da Cristo a Lazzaro, tornano alla vita dopo migliaia o addirittura milioni di anni. In relazione alle origini si sa ancora poco. Le osservazioni suggeriscono che si muovano all’interno delle orbite percorse dagli asteroidi, non risultando quindi su orbite individuali. “Non c’è alcuna possibilità di una potenziale collisione con la Terra“, afferma il ricercatore. “Le orbite delle comete di Lazzaro sono abbastanza circolari, tanto quanto basta per tenerle all’interno della fascia principale degli asteroidi,” ha spiegato. Anche se poste ad una distanza relativamente vicina in termini astronomici, sono abbastanza difficili da individuare. Inoltre il loro periodo di attività è piuttosto breve rispetto alle comete provenienti dalle zone più gelide alla periferia del sistema. Le comete di Lazzaro si “accendono” soltanto per giorni o settimane, risultando ancora oggi un parziale mistero astronomico.