Una nuova stella nella costellazione del Delfino: ecco come fare per osservarla

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Credit: John Chumack
Credit: John Chumack

Gli appassionati di tutto il mondo stanno rivolgendo i loro strumenti verso la costellazione del Delfino, dov’è apparsa temporaneamente una nuova stella. Scoperta il 14 Agosto 2013 alle 20:00 (ora italiana) da Koichi Itagaki di Yamagata (Giappone), la sua magnitudine apparente è di poco superiore alla sesta, non visibile quindi ad occhio nudo, se non da cieli estremamante bui e rarefatti. La visione improvvisa dell’astro è dovuta ad un’esplosione stellare, chiamata “Nova“, causata dall’accumulo di idrogeno sulla superficie di una nana bianca, che fa sì che la stella diventi, per qualche giorno, molto più luminosa del solito. Il fenomeno si verifica quando due componenti stellari molto ravvicinate con una massa simile a quella del Sole, scambiano materia per mezzo della gravità, dove viene compressa e riscaldata ad altissimi valori termici. La nana bianca, ad un certo punto della sua esistenza, è capace, grazie alla materia acquisita, di scatenare le reazioni di fusione nucleare, convertendo parte dell’idrogeno in elementi più pesanti. Il gas scende a spirale dal disco di accrescimento alla superficie della nana bianca, fino a raggiungere una temperatura di 20 milioni di gradi Kelvin: è a questo punto che si verifica una reazione nucleare incontrollata che causa una esplosione sulla superficie.

Credit: MEDIA.INAF
Credit: MEDIA.INAF

Ne consegue un lampo accecante di breve durata, destinato ad affievolirsi entro pochi giorni. Un lampo già osservato nell’antichità, al quale gli abili astronomi-indovini diedero il nome di “stella nuova”, da cui il termine odierno. ”Le stelle ‘novae’ – ha spiegato Steven Shore del dipartimento di fisica dell’universita’ di Pisasono bombe nucleari, enormi bombe all’idrogeno la cui esplosione avviene in poco più di 300 secondi”. “Attraverso movimenti caotici, che hanno la forma di dita e vortici, la materia dall’interno della nana bianca si mescola con lo strato esterno che brucia, e ciò accelera il propagarsi dell’esplosione incontrollata”, spiega lo scienziato.
La stella, chiamata Nova Delphinus, è visibile chiaramente in un comune binocolo, a patto di sapere dove guardare. E’ probabile che la sua luminosità sia aumentata di 10.000 volte nell’arco di sole 24 ore, passando da una magnitudine di +17 a +6. Quella del Delfino è una piccola costellazione equatoriale del cielo autunnale che a prima vista può essere scambiata per un ammasso, e mostra una certa simoglianza con l’animale emergente dall’acqua. Tra le sue stelle doppie, la più bella è Gamma, caratterizzata da due astri di magnitudine 4,5 e 5,4, separate da 10 secondi d’arco, di colore giallo-arancio e bianco-giallo. La sua distanza è valutata in 110 anni luce.

Credit: Gianluca Masi, P. Schmeer e F. Nocentini / Virtual Telescope
Credit: Gianluca Masi, P. Schmeer e F. Nocentini / Virtual Telescope